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24 gennaio 2026

L'educazione alla cittadinanza globale - Giornata dell'Educazione

Le Nazioni Unite hanno proclamato il 24 gennaio come Giornata Internazionale dell'Educazione, un monito per sottolineare l'importanza dell'istruzione e dell'apprendimento per la costruzione della pace e di un mondo sostenibile

immagine di copertina

Per la Giornata internazionale dell'educazione che ricorre il 24 gennaio, proponiamo degli estratti da La luce dell’apprendimento (Esperia), una raccolta di saggi e discorsi del presidente Ikeda sull'educazione.
Per tutta la sua vita, raccogliendo il testimone dei suoi due predecessori Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda, il presidente Ikeda si è impegnato con determinazione per affermare l'importanza dell'educazione e dell'apprendimento, agendo concretamente e fondando scuole e università. Imparare permette agli individui di manifestare le potenzialità racchiuse nel profondo dell'esistenza; l'educazione è un diritto e privilegio degli esseri umani, una prova ineguagliabile della nostra dignità, è lo strumento che più di ogni altro permette di diventare "umani", di realizzare la coesistenza pacifica tra le persone e di raggiungere la vera felicità, per sé stessi e per gli altri.

Per il 2026, l'ONU ha scelto come tema centrale della giornata il coinvolgimento attivo di studenti e giovani nella co-creazione dei processi educativi. Per rilanciare l’Obiettivo 4 dell’Agenda 2030 - eliminare le disparità di genere nell'istruzione e garantire un accesso equo a tutti i livelli di istruzione e formazione professionale - i giovani vengono considerati gli attori principali per la progettazione dei sistemi educativi del futuro.

alcuni temi che emergono dal brano del maestro ikeda pubblicato di seguito:
  • L'educazione è il mezzo per produrre cambiamenti sociali
  • L'educazione è la forza propulsiva per una ricerca umanitaria
  • Tsunesaburo Makiguchi e John Dewey: un'educazione globale per la felicità degli studenti
  • Una vita dedita alla creazione di valore
  • L'educazione umana: lo spirito immutabile dell'educazione Soka per la creazione di valore

di Daisaku Ikeda, La luce dell’apprendimento. Saggi sull’educazione, Esperia, pag. 6

L’educazione è un privilegio degli esseri umani. È la fonte di ispirazione che ci permette di diventare pienamente e veramente umani, di realizzare una missione costruttiva nella vita con compostezza e fiducia. Lo sviluppo di una conoscenza che non tiene conto degli esseri umani porta al vicolo cieco della creazione delle armi di distruzione di massa. D’altro canto, è sempre la conoscenza che ha reso la nostra vita confortevole e comoda, tramite lo sviluppo dell’industria e della ricchezza. Il compito fondamentale dell’educazione dovrebbe essere quello di coltivare la felicità e la pace tra gli uomini tramite la conoscenza. L’educazione deve essere la forza propulsiva per una ricerca umanitaria che duri in eterno. Per questa ragione considero l’educazione l’impresa finale e cruciale della mia vita. 
Questa è anche la ragione per cui condivido pienamente la visione espressa dal rettore del Teachers College, Arthur Levine: nonostante sia il mezzo più lento per produrre cambiamenti sociali, l’educazione è l’unico che possa farlo davvero. La società globale oggi affronta innumerevoli crisi collegate fra loro, tra cui le questioni belliche, le problematiche del degrado ambientale, del divario nello sviluppo tra nord e sud e delle divisioni tra popoli basate su differenze etniche, religiose e linguistiche. La lista è lunga e fin troppo familiare a tutti noi, e la strada per arrivare a delle soluzioni potrebbe sembrare estremamente lontana e scoraggiante.
Sono però dell’opinione che alla radice di tutti questi problemi ci sia il nostro fallimento collettivo nel rendere l’essere umano - e la felicità umana - il centro e lo scopo costanti di qualsiasi attività. L’essere umano è il punto a cui dobbiamo fare ritorno e da cui dobbiamo ripartire. È necessaria una trasformazione nell’essere umano: una rivoluzione umana.

Ci sono molte convergenze tra il pensiero di Makiguchi e quello di Dewey: una di queste è l’irremovibile convinzione, condivisa da entrambi, della necessità di nuovi metodi educativi centrati sulle persone. Come affermava Dewey: «Ogni cosa che sia distintamente umana viene appresa» (John Dewey, The Public and Its Problems, pag. 154). Dewey e Makiguchi erano contemporanei. Agli estremi opposti del globo terrestre, in mezzo ai problemi e alle disfunzioni delle rispettive società recentemente industrializzate, entrambi si assunsero il compito di tracciare una strada verso un futuro pieno di speranza.
Notevolmente influenzato dal pensiero di Dewey, Makiguchi asseriva che il vero scopo dell’educazione fosse la felicità duratura degli studenti. Credeva anche che la vera felicità si trovasse in una vita dedita alla creazione di valore. In termini semplici, la creazione di valore è la capacità di trovare significato nella propria vita e di migliorare la propria esistenza, contribuendo contemporaneamente al benessere degli altri, in qualsiasi circostanza. Makiguchi sviluppò la sua peculiare filosofia educativa mentre apprendeva e analizzava le profonde intuizioni che il Buddismo offre sui meccanismi inerenti alla vita stessa. Dewey e Makiguchi guardavano entrambi oltre i limiti della nazione-stato per abbracciare i nuovi orizzonti della comunità umana. Si potrebbe dire che entrambi aspiravano alla cittadinanza globale, o per meglio dire, alla formazione di persone in grado di creare valore su scala globale.
[…] L’orgogliosa missione di coloro che hanno ricevuto un’educazione deve essere quella di aiutare, in modo più o meno evidente, coloro che non hanno avuto tale opportunità. A volte l’educazione diventa una questione di titoli e gradi e dello status e dell’autorità che questi conferiscono. Sono tuttavia convinto che l’educazione dovrebbe essere uno strumento per sviluppare nel proprio carattere il nobile spirito di abbracciare le vite degli altri e di permettere a queste di crescere. L’educazione dovrebbe quindi fornire lo slancio per vincere sulle proprie debolezze, per prosperare in mezzo alle realtà sociali che sono talvolta opprimenti, e generare nuove vittorie per il futuro del genere umano.
Il compito di far crescere cittadini globali, creando i fondamenti concettuali ed etici della cittadinanza globale, riguarda tutti noi. È un progetto vitale a cui partecipiamo tutti e di cui condividiamo ogni responsabilità. Perché diventi significativa, l’educazione alla cittadinanza globale deve essere parte integrante della vita quotidiana nelle comunità locali.

Come Dewey, anche Makiguchi si concentrava sulla comunità locale in quanto luogo in cui crescono i cittadini globali. Nel suo libro del 1903, Jinsei chirigaku (La geografia della vita umana), considerato un’opera pionieristica nell’ecologia sociale, Makiguchi sottolineò l’importanza della comunità come uno dei luoghi fondamentali di apprendimento. In un brano Makiguchi scrisse: «La comunità, dunque, è il mondo in miniatura. Se incoraggiamo i bambini a osservare direttamente le complesse relazioni tra persone e territorio, tra natura e società, essi coglieranno le realtà delle loro famiglie, scuole, città o villaggi, e saranno in grado di comprendere il resto del mondo» (Takehisa Tsuji, An Anthology of Tsunesaburo Makiguchi’s Works, Daisan Bunmei-sha,Tokyo, 1994, pag. 40).
Questa osservazione è in sintonia con quella di Dewey secondo cui coloro che non hanno avuto il tipo di esperienza che permette di approfondire la comprensione del loro ambiente immediato e dei loro vicini non sono in grado di sviluppare rispetto e considerazione per persone di terre lontane (John Dewey, The Public and Its Problems, pag. 213).  Le nostre vite quotidiane sono ricche di occasioni per sviluppare noi stessi insieme alle persone intorno a noi. Ognuna delle interazioni con gli altri - il dialogo, lo scambio e la partecipazione - è un’opportunità inestimabile per creare valore. Noi tutti impariamo dalle altre persone ed è per questa ragione che l’umanità dell’insegnante rappresenta il nucleo dell’esperienza educativa.

Makiguchi sosteneva che l’educazione umana, l’educazione che guida il processo di formazione del carattere, è una capacità trascendente che potrebbe essere definita un’arte. Makiguchi fece le sue prime esperienze di insegnamento in Hokkaido, all’epoca considerata una remota zona rurale del Giappone, dove insegnava a una classe costituita da studenti di diverse età, che vivevano tutti in condizione di estrema indigenza e le cui maniere, apprese in famiglia, erano alquanto rozze. Makiguchi però affermava con perseveranza: «Sono tutti ugualmente degli scolari. Dal punto di vista dell’educazione, che differenza potrebbe esserci tra loro e altri studenti? Anche se sono coperti di polvere o sporcizia, la luce radiosa della vita brilla attraverso le loro vesti sudicie. Perché non si riesce a capirlo? L’insegnante è l’unico filtro tra loro e la crudele discriminazione della società» (Tsunesaburo Makiguchi, Makiguchi Tsunesaburo Zenshu, vol. VII, Daisan Bunmei-sha, Tokyo, 1983, pag. 183). L’insegnante è l’elemento più importante dell’ambiente educativo. Questa convinzione di Makiguchi rappresenta lo spirito immutabile dell’educazione Soka.

[…] Nel mio caso, gran parte della mia istruzione si è svolta sotto la tutela del mio maestro di vita, Josei Toda. Per circa dieci anni, ogni giorno prima di lavorare, mi insegnava la storia, la letteratura, la filosofia, l’economia, le scienze e la teoria dell’organizzazione. La domenica le nostre sessioni di studio privato iniziavano la mattina e continuavano per tutto il giorno. Mi poneva continuamente domande - o meglio, mi interrogava - sulle mie letture. Soprattutto, però, ho imparato dal suo esempio. Egli portò avanti per tutta la vita il suo ardente impegno a realizzare la pace, che non venne meno neanche durante la prigionia. È soprattutto da questo, e dalla profonda compassione che caratterizzava ogni sua interazione, che ho imparato di più. Il novantotto per cento di ciò che sono oggi lo devo a lui.
Il sistema educativo Soka, o della creazione di valore, fu fondato a partire dal desiderio che le generazioni future avessero l’opportunità di sperimentare questo stesso tipo di educazione umana. È mia grande speranza che i diplomati delle scuole Soka diventino cittadini globali, i protagonisti di una nuova storia dell’umanità.


Per approfondire la visione educativa di Daisaku Ikeda, vi rimandiamo all'articolo sulla tavola rotonda con Valentina Dughera e Giulia Pellizzato, dottorande in Educazione per la creazione di valore e la cittadinanza globale presso DePaul University : Educazione umana: un modo di stare nel mondo

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