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1 luglio 2011

Unità di intenti

Itai doshin, un concetto moderno e rivoluzionario che descrive l'unità ideale. Nichiren ne ha fatto l'emblema per incoraggiare i propri seguaci a restare uniti di fronte alle difficoltà, mai però a discapito della propria individualità

immagine di copertina

L'unità di "diversi corpi, stessa mente" è un principio cardine del Buddismo. Nichiren Daishonin ne parla nel Gosho come di una condizione indispensabile per realizzare kosen-rufu e ottenere l'Illuminazione. Ma perché è così importante?
Riassumiamone brevemente il significato letterale. "Diversi corpi" - diversi (i) corpi (tai) - significa che ognuno di noi ha ruoli, carattere e personalità diverse. "Stessa mente" - stessa (do) mente, o cuore, o spirito (shin) - in generale indica l'unità di intenti, significa coltivare insieme il desiderio di realizzare un ideale, un nobile obiettivo. Dal punto di vista buddista si tratta di condividere il desiderio del Budda di condurre tutte le persone all'Illuminazione.
Nelle lettere indirizzate ai suoi discepoli, Nichiren sottolinea più volte che lo spirito di "diversi corpi, stessa mente" è la chiave che determina la vittoria in ogni situazione: «Quando fra le persone prevale lo spirito di "diversi corpi, stessa mente" - scrive - esse realizzeranno tutti i loro scopi, mentre se hanno uno "stesso corpo e diverse menti" non possono ottenere niente di notevole». E cita a riprova un esempio dalla tradizione cinese: «Il re Chou di Yin guidò in battaglia settecentomila soldati contro il re Wu di Chou con i suoi ottocento uomini. Tuttavia l'esercito del re Chou, a causa della disunità, fu sconfitto dagli uomini del re Wu, grazie alla loro perfetta unità».
Per il successo di una grande impresa, l'unità di spirito è molto più importante del numero dei partecipanti. Infatti: «Sebbene Nichiren e i suoi discepoli siano pochi di numero, poiché hanno lo spirito di "diversi corpi, stessa mente", realizzeranno sicuramente la loro grande missione di propagare ampiamente il Sutra del Loto» (Diversi corpi, stessa mente, RSND, 1, 550).

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