Sono passati sessantacinque anni da quando il maestro Daisaku Ikeda visitò per la prima volta l’Europa.
Il 5 ottobre del 1961 giunse a Copenaghen, prima tappa del suo viaggio, e dopo aver visitato altre città, il 19 giunse a Roma. Per questo il 19 ottobre è stato designato come “Giorno d’Italia”. Il punto di origine del nostro movimento in Europa è stato quel suo primo viaggio. Sensei fece tutto il possibile per incoraggiare i pochi membri che c’erano allora, certo che dalla loro crescita dipendesse il futuro sviluppo di kosen-rufu nel nostro continente. Durante questi sessantacinque anni i membri europei sono passati da poche unità a oltre 170.000, e ogni paese si è sviluppato creando solide basi di fede, pratica e studio, ciascuno con le proprie caratteristiche. Oggi rileggendo le pagine de La nuova rivoluzione umana e considerando l’eredità che Sensei ci ha lasciato, sento una gratitudine sempre più profonda nei suoi confronti. Tutti noi abbiamo potuto incontrare l’insegnamento di Nichiren grazie a lui, che per primo ha varcato i confini del Giappone per diffondere il Buddismo nel mondo. Perciò è importante portare avanti la sua eredità con lo stesso spirito, con lo stesso desiderio di rendere felice ogni persona e creare una società di coesistenza pacifica.
In un tempo segnato da guerre, eventi climatici estremi e incertezza economica, mi viene spesso in mente la visione delle “Sette campane” di cui Sensei ha parlato in più occasioni, una visione di grande speranza per il futuro. A questo proposito Sensei scrive:
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22 settembre 2026
Una visione di grande speranza per il futuro
Anna Conti, vice presidente della Soka Gakkai Italiana

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