I miei occhi sono sempre concentrati sul futuro. Eppure, nel vedere la fragile condizione del mio maestro Josei Toda, un profondo dolore mi spezzava il cuore, come se la “piena” di tutte le angosce e preoccupazioni che avevo dentro da tempo d’improvviso avesse rotto gli argini.
Quel chiaro giorno di primavera, chissà perché, una nube scura gravava su di me, il cuore mi affondava nel petto e sentivo il buio chiudermisi intorno.
Il tempo era bello il 16 marzo del 1958. Seimila giovani e fieri discepoli di Toda si erano radunati pieni di gioia nel cortile di fronte alla Grande sala delle conferenze (Dai-kyakuden) al tempio principale.
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15 febbraio 2026
Una missione in eredità
Daisaku Ikeda
Saggio pubblicato sul numero del 16 marzo 2000 del Seikyo Shimbun e su NR 231
Pubblichiamo un saggio tratto dalla serie “Riflessioni a margine de La rivoluzione umana”, in cui il maestro Ikeda parla della cerimonia del 16 marzo 1958

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