«Nel 1985, quando per la prima volta fu messo piede all'interno del complesso, quello che subito apparve era che si trattava di un edificio molto aristocratico, pieno di tracce che segnalavano i proprietari che si erano succeduti nel corso del tempo, ma solo una porzione di villa mostrava segni di vita recente: qualche salone al piano terreno, alcune camere al piano superiore, una grande cucina [...] il piazzale antistante era di brulla terra battuta.
«L'anno seguente fu commissionato il restauro [...] Non si trattava di un semplice restauro conservativo, bensì di un'integrazione degli aspetti storico-architettonici con quelli sociali e funzionali, senza per questo attuare alcuna speculazione, come spesso è avvenuto e avviene tuttora, ad esempio nelle ville trasformate in mini appartamenti o in alberghi. Per quanto riguardava l'esterno il problema era quello di creare dal nulla un ambiente adeguato all'edificio senza per questo cadere in un "falso storico".
«La progettazione doveva essere unitaria e la filosofia progettuale si concentrò quindi su quattro punti essenziali:
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1 novembre 2007
Storia della villa di Bellagio
Dopo un lungo e appassionante lavoro di ricerca che ha visto la collaborazione di molte persone esce un'opera che ripercorre la storia della villa, oggi sede nazionale dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Il testo - in italiano, inglese e giapponese - si alterna a illustrazioni, documenti talvolta inediti e fotografie. Pubblichiamo un estratto del capitolo Il restauro attuale.

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