Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

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20 febbraio 2026

Senzatomica a Grugliasco 

Le informazioni sulla mostra e tutti gli eventi correlati

immagine di copertina

L’esposizione dal 20 febbraio al 10 aprile sarà allestita presso il salone “La Nave” - Parco Culturale Le Serre. Il percorso propone una riflessione intima attraverso le esperienze dei sopravvissuti - gli hibakusha - e una visita immersiva nei luoghi delle tragedie di Hiroshima e Nagasaki con la voce narrante di Carmen Consoli

Il 20 febbraio ha aperto i battenti a Grugliasco (TO), con una cerimonia partecipata ed emozionante a cui hanno preso parte  le massime autorità della Regione, della Città di Torino  e del Comune ospite, la mostra “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” presso il salone “La Nave” del Parco Culturale Le Serre – via Tiziano Lanza 31, Grugliasco (TO).
L’esposizione itinerante è un’iniziativa della Fondazione Be the Hope ed è realizzata con i fondi dell'8x1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Città di Grugliasco e con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comitato Diritti Umani e Civili del Consiglio regionale del Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Torino

«I veri nemici non sono né le armi nucleari in sé né gli Stati che le possiedono o le sviluppano, ma i modi di pensare che giustificano l'esistenza di tali armi: la prontezza ad annientare gli altri quando vengono percepiti come una minaccia o un ostacolo alla realizzazione dei nostri desideri» ha affermato Roberto Francini, presidente della Fondazione Be the Hope. «Il progetto Senzatomica è nato dalla determinazione dei giovani italiani e  invita i cittadini a rifiutare l'illusione di una sicurezza basata sulla deterrenza nucleare e ad abbracciare una responsabilità condivisa per la pace. Attraverso la sua mostra multimediale itinerante, che dal 2011 ha già raggiunto più di 100 città italiane e più di 460.000 visitatori, molti dei quali studenti, condividiamo le testimonianze degli hibakusha e promuoviamo una nuova cultura di pace».

«L'Orologio dell'Apocalisse segna 85 secondi a mezzanotte e il rischio di una guerra nucleare è più alto che mai. La responsabilità di abolire le armi nucleari non ricade solo sui governi bensì sui singoli cittadini. Il futuro del disarmo non sarà deciso solo in stanze segrete tra Stati armati ma  in pubblico, attraverso la cultura,  il coraggio,  il rifiuto di accettare come normale la minaccia di annientamento. Sarà deciso da noi» - ha dichiarato Susi Snyder, Direttrice dei programmi di ICAN, Campagna internazionale per l'abolizione degli armamenti nucleari Nobel per la pace 2017. 

«Siamo molto felici di poter ospitare questa manifestazione. Crediamo che la moratoria sulle armi atomiche sia un'azione da perseguire anche  nella nostra città» ha affermato il sindaco di Grugliasco Emanuele Gaito

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha sottolineato: «La mostra Senzatomica richiama ciascuno di noi alla responsabilità più alta, custodire la dignità della vita e lavorare perché la pace non resti un principio astratto, e aiuta a rafforzare una cultura fondata sui principi di convivenza civile e sull’impegno delle istituzioni e dei cittadini perché prevalga il senso di responsabilità collettiva verso le generazioni presenti e future».

Davide Nicco, presidente Consiglio regionale del Piemonte, ha evidenziato: «Il tema del disarmo nucleare riguarda il  diritto alla vita e alla sicurezza delle generazioni future. La grande affluenza delle altre tappe in  tutta Italia dimostra quanto sia sentita l’esigenza di una riflessione profonda e documentata. Il coinvolgimento delle scuole contribuirà a educare i più giovani alla cultura della pace per un futuro fondato sulla responsabilità, sulla cooperazione e sul rispetto della dignità umana».

«Oggi più che mai - ha sostenuto Jacopo Suppo, vicesindaco Città Metropolitana di Torino – occorre  promuovere una mobilitazione dal basso per affermare i principi del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Ringrazio la Fondazione Be the Hope, per costruire una cultura della pace  soprattutto per i più giovani, a partire dalla nostra  comunità locale». 

È intervenuta Michela Favaro, vice sindaca Città di Torino: «Le cronache quotidiane, dominate dai conflitti, attualizzano  un tema  cruciale  per la  sopravvivenza dell’umanità. Senzatomica contribuisce a sensibilizzare sui rischi di considerare anche solo possibile  aprire nuovamente le porte alla guerra nucleare».

Al taglio del nastro erano presenti Don Luigi Ciotti, fondatore Gruppo Abele e Libera, Cristina Prandi, rettrice Università di Torino, Anna Maria Poggi, presidente Fondazione CRT, Matteo Cavallone, sindaco di Collegno, Valentino Castellani, presidente Comitato Interfedi Torino e Giampiero Leo, portavoce del coordinamento interconfessionale del Piemonte.

La mostra Senzatomica è rivolta in particolare ai giovani e offre percorsi personalizzati e materiali didattici adatti per ogni ordine e grado scolastico, a partire dalla quarta elementare. 
L’ingresso è gratuito con possibilità di prenotazione per le scuole
(mail: scuole.torino@senzatomica.it telefono: 055 4269808 lun/ven 9:00-15:00).

© Foto di Giordano Armellino, Roberto Fulgione, Patrizia Franco, Luca Secomandi, per Senzatomica


Venerdì 6 marzo, presso il Centro culturale di Torino, si è svolta una serata di musica, cinema e riflessione inserita nel programma di iniziative legate alla mostra Senzatomica di Grugliasco. L’incontro si è aperto con un intervento musicale, seguito dalla proiezione del film Guerra di Pippo Delbono, vincitore del David di Donatello nel 2004. Il film segue la Compagnia Delbono durante una tournée teatrale in territori segnati dal conflitto, in particolare tra Gerusalemme e la Palestina, offrendo una riflessione intensa sulla guerra e sulla dignità della vita umana.

All’inizio dell’opera, i versi di Pier Paolo Pasolini, tratti dal documentario La Rabbia e recitati dallo stesso Delbono, introducono il racconto, che include anche richiami alla Sarajevo degli anni Novanta.
Al termine della proiezione ha avuto inizio il dialogo con l’autore del film, presente in collegamento, e con Paolo Candelari del Centro Studi Sereno Regis di Torino (realtà attiva nella ricerca per la pace, nell’educazione alla nonviolenza e nella documentazione delle lotte pacifiste).

Il confronto è stato guidato da alcune tematiche centrali, come l’intento profondo che ha spinto la compagnia a portare il proprio lavoro nelle macerie della guerra; quale forma di rivoluzione sia oggi possibile e necessaria; come comunicare alle nuove generazioni il valore immenso della vita; quale esperienza di incontro con l’ “altro” possa offrire speranza e, infine, come alimentare concretamente un tempo di pace.

Dal dialogo è emersa una riflessione profonda sulla possibilità di una rivoluzione pacifica che nasce dall’interiorità e dalle scelte quotidiane delle persone, sul rinnovato rifiuto della guerra e sulla necessità di immaginare e praticare alternative nonviolente, in linea con il messaggio di Senzatomica: trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari.

Nel corso della serata è stata anche annunciata l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio regionale del Piemonte, di una mozione di sostegno al principio del “non primo uso” delle armi nucleari, con l'impegno di promuovere iniziative istituzionali finalizzate alla riduzione del rischio nucleare.


Sabato 14 marzo, nell’ambito del programma di iniziative legate alla mostra Senzatomica, si è svolto un incontro dedicato al rapporto tra guerra nucleare e ambiente. Protagonista dell’evento è stato Angelo Tartaglia, professore emerito di Fisica presso il Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino, che ha dialogato con la giornalista del Corriere della Sera di Torino Federica Vivarelli. 

Durante l’incontro, Tartaglia ha illustrato al pubblico, attraverso dati scientifici e analisi fisiche, le profonde ricadute ambientali legate all’impiego di armi nucleari. Il professore ha evidenziato come la logica della guerra sia guidata quasi esclusivamente dall’immediato e dal breve periodo: l’obiettivo è prevalere sul nemico, mentre le conseguenze ambientali e climatiche dell’uso di armi e mezzi militari restano spesso ignorate o sottovalutate. 

Al termine dell’intervento, alcuni giovani volontari di Senzatomica hanno rivolto al professore una serie di domande: dalla durata delle particelle radioattive prodotte da una bomba atomica nel suolo e nell’atmosfera, alla gestione dello stoccaggio delle scorie nucleari. Il confronto si è poi allargato a interrogativi più ampi sul futuro della ricerca scientifica e dell’educazione: 

L’incontro si è concluso con un messaggio di speranza e responsabilità. Per affrontare la crisi climatica e la devastazione generata dai conflitti, ha sottolineato Tartaglia, è necessario cambiare profondamente il modo di pensare, abbandonando l’antica ideologia della guerra e il complesso sistema che la sostiene. Una riflessione che si pone pienamente in sintonia con il messaggio della mostra Senzatomica: trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”. 


In occasione del 16 marzo, giorno di kosen-rufu,  nell’ambito della mostra Senzatomica allestita a Grugliasco (TO) fino al 10 aprile, domenica 15 marzo Mitsuto Yagyu ha raccontato ai presenti l’esperienza di sofferenza, coraggio, fede e rinascita del nonno, sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima. Il racconto partecipato e commosso del nipote ha riportato vividamente l’esperienza di quello che allora era solo un soldato sedicenne, contaminato dalle radiazioni e provato dagli orrori della guerra.  
Grazie all’incontro con Josei Toda e alla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, quel giovane soldato riprese fiducia nella vita e nel futuro, vivendo poi fino a 83 anni con un’incrollabile fede.  

L’esperienza ha trasmesso ai presenti il voto tramandato dal nonno al nipote: trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari. L’esperienza del giovane hibakusha di terza generazione era inserita all’interno di un fitto programma che includeva un focus sulla mostra, la lettura dell’Appello alla resilienza e alla speranza di Adolfo Perez Esquivel e Daisaku Ikeda (2018, NR 630) e la condivisione delle determinazioni per un futuro di pace da parte dei responsabili Giovani e Futuro. Anche il pubblico, tra cui molti giovanissimi, è stato coinvolto in una attività di condivisione di esperienze con al centro la scelta del dialogo e del disarmo interiore. Cinque “portavoce” del Gruppo Futuro hanno infine chiuso gli interventi dell’emozionante celebrazione.  


Alcuni collaboratori della mostra Senzatomica a Grugliasco hanno condiviso le loro testimonianze, riflessioni e determinazioni riguardo al “disarmo interiore”, nonché la loro esperienza di attività 

Antonella Salzano 

Alle 13:14 del 18 agosto 2024, in una torrida giornata estiva, mi trovavo davanti al Genbaku Dome di Hiroshima, l’edificio rimasto in piedi, seppur sventrato, dopo lo sgancio della bomba atomica "Little Boy" del 6 agosto 1945. Scoprii che l’edificio si salvò perché la bomba esplose a 580 m di altezza proprio sopra la cupola, che non venne investita dall’onda d’urto laterale. Quel giorno nel mio cuore cadde un seme. Avevo appena ascoltato la storia di Sadako Sasaki, la bimba hibakusha che cercò di piegare mille orizuru, le gru di origami simbolo di pace. Toccata da quella storia, comprai un paio di orecchini a forma di gru, promettendomi di indossarli al momento giusto. Quel momento è giunto il 23 febbraio, al mio primo turno come guida alla mostra Senzatomica. Ho sentito che anche il dolore più atroce può trasformarsi in un vibrante messaggio di pace. 

Elisabetta Benedetto

Nonostante i tanti impegni, mi sono lanciata nell’attività ciceroni. Ho ben presto capito, soprattutto grazie all’incoraggiamento della mia referente, che non ero lì per ripetere una lezione a memoria, ma per portare avanti il sogno del mio maestro Ikeda.  
Ho fatto tanto Daimoku e approfondito l’argomento col desiderio di arrivare al cuore di ogni singola persona, proprio come ci ha insegnato Ikeda Sensei,  per trasmettere profondamente il concetto di disarmo interiore. 
In risposta, ho percepito una trasformazione dello stato vitale dei visitatori, e il senso di impotenza cedere il posto alla speranza. E questo mi ha dato una gioia immensa. 

Vittoria Iozzo

Sono arrivata alla mostra con il cuore agitato perché volevo mettere bene in pratica tutto ciò che avevo imparato come guida, ma è bastato un attimo per decidere invece di trasmettere il cuore di Sensei prima di ogni altra conoscenza o abilità personale. Sarei stata pronta, da essere umano, a dialogare con altri esseri umani. Da subito si è instaurata una buona sintonia con la giovane donna preparata, sorridente e determinata, anche lei guida del turno. 

Abbiamo accolto i visitatori con grande apertura e calore, proponendo ogni volta laboratori diversi in base alla conformazione del gruppo; giovani e meno giovani si sono messi in gioco, abbiamo condiviso riflessioni ed emozioni. 
Sebbene sia stato ricorrente il tema della “vergogna per il genere umano”, è emersa anche la consapevolezza di agire concretamente per diffondere il messaggio della mostra e risvegliare in tutti, il senso di serietà verso un argomento così importante.

Simona Tesi

Poesia per "Senzatomica" 

Ho attraversato boschi di formule, 
ai più arcane.  
E navigato nei campi di forze, 
scivolando incantata lungo gli orbitali.  

Ho incontrato, sfuggenti, 
i quark indivisibili. 

La materia ha sussurrato 
il suo respiro segreto. 

Ho abitato dentro il suo più piccolo edificio. 

L'atomo non mi ha mai fatto paura. 
L'ho perlustrato. Impercettibile e silente. 
Obbediente alle leggi dell'universo. 
Lui non ha morale e non decide.  

Eppure un giorno 
quella minuscola fiammella  
tra le mani dell'uomo 
è diventata sole.  

Un sole maledetto 
caduto sulla Terra. 

Città dissolte. Esistenze sciolte. 
Ombre di vite serigrafate sui muri. 

Impronte di assenza. 
Genetiche straziate.  

Adesso qui,  
sotto la scritta in verde  
della mostra Senzatomica,  
tracciata col colore della speranza, 
penso e decido. 

Noi non dobbiamo disarmare l'atomo. 
Dobbiamo scardinare invece 
paura e odio, 
fame di dominio. 

L’atomo è innocente,
non conosce la guerra.  

Ma il cuore umano, 
quello sì,  
dovrà presto imparare  
ad esser degno di tanta intelligenza 
che con il suo pompare lui alimenta.  

lo mi fermo qui 
come pietra d'inciampo nel ricordo. 

La scienza 
ci può aprire il cielo 
ma solo la coscienza 
ci impedirà di bruciarlo

Fabrizio Saracco

Ho accettato con gioia immensa e un po’ d’ansia l’attività di guida, pur non sapendo inizialmente in cosa consistesse.  Mi sono così ritrovato impegnato nel costruire dialoghi cuore a cuore, legami ed empatie con ciascuno dei visitatori che mi sono ritrovato davanti, per una mostra dal grandissimo impatto emotivo e che smuove le coscienze.

Grazie a questa esperienza ho preso profondamente contatto con quella parte di me spesso nascosta, essendo me stesso senza maschere. 
È stato veramente rincuorante riscoprirmi, e allo stesso modo prendere coscienza del fatto che posso fare la differenza, continuando a ricercare il cuore delle persone che ho attorno e basando  ogni rapporto sul Daimoku e sulla Legge Mistica. Grazie, Senzatomica! 

Annick Charton

Mi chiamo Annick e pratico dal 1996. Ho insegnato per quasi 30 anni, presso l’Istituto Elio Vittorini di Grugliasco. Con il sostegno dell’attore che animava l’attività teatrale, chiesi al consiglio d’istituto di adibire una sala a teatro. Questa sala venne poi intitolata a Daisaku Ikeda e reca la citazione dalla prefazione a La rivoluzione umana: «La rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità».

Grazie alla collega che mi ha fatto shakubuku è nata l’associazione di studenti Vi.Va, ispirata alla teoria del valore di Makiguchi. Quando la mostra Senzatomica è arrivata a Grugliasco, il sindaco, proprio un mio ex alunno che aveva partecipato alle attività dell’associazione di studenti, mi ha chiesto di fare da guida. Entusiasti, come consiglio comunale, hanno lasciato un messaggio nel “tunnel delle intenzioni”. Quest’esperienza è la prova dei legami profondi basati sul sogno del nostro maestro di sostenere i giovani.

Marcella Granato

Faccio parte della Soka Gakkai dal 2017 e sono molto fiera di esserlo. Ho partecipato con molta gioia nel cuore a Senzatomica, è stata una bellissima esperienza e ho conosciuto persone splendide durante l'attività. È un’esperienza da rifare e che ho fatto con immensa gratitudine.

Maria Grazia Barone

Ho fatto attività alla mostra Senzatomica e una cosa che mi ha colpita sono i commenti dei visitatori, che compaiono a rotazione su un grande schermo.
Molti sono giovani studenti, ragazzi che hanno colto in pieno l'essenza della mostra: parlano di volersi “disarmare” rispetto a relazioni familiari difficili, mettersi in gioco per venire incontro a chi ha bisogno e aprirsi agli altri, consapevoli che nel loro piccolo possono fare grandi cambiamenti.

Sono ragazzi che ringraziano per questa esperienza e che dicono di uscirne migliori; alcuni si esprimono con animo più profondo, altri con più leggerezza, ma tutti lasciano una testimonianza importante. Hanno visto una realtà dolorosa, ma sono fermi nella loro intenzione di impedire la violenza in ogni sua manifestazione. Ragazzi sensibili, commoventi per la loro genuinità e che trasmettono forza e determinazione; in me hanno risvegliato grande positività e speranza nel futuro, mi fido di loro.
Chiudo con un tenero pensiero al bambino che ha scritto: "E' stata una mostra molto bella e anche faticosa per me, ho otto anni!"

Milena Chiodi

Ciao, sono Milena e abito a Carisio, in provincia di Vercelli. Ho aderito alla campagna Ambassador e ho recitato Daimoku per trovare le giuste parole e il coraggio di creare un dialogo costruttivo. Ho dialogato con i miei colleghi di lavoro, con i miei familiari e altre persone incontrate nel quotidiano; ho anche accompagnato alla mostra cinque persone!

Salvatore Ruta

Ospitare Senzatomica a Torino e poterci fare attività è una grande fortuna. Come parte dello staff Prometeo, mi sono occupato della protezione e dell’accoglienza: ricordo in particolare l’incontro con due studenti universitari, che incuriositi su cosa ci fosse nel parco che ospita la mostra, mi hanno chiesto informazioni. Affascinati da ciò che hanno sentito, hanno deciso di entrare, li ho accompagnati e ho anche parlato loro del Buddismo.
Provo tantissima gratitudine e mi sento con il cuore felice.


Sabato 21 marzo, nell’ambito del programma di iniziative organizzate a sostegno della mostra Senzatomica, si è svolto il talk su “Le opportunità della conversione ecologica come via di pace”. L’evento si è aperto con la presentazione e il videomessaggio di saluti di Giuseppe Carrieri, docente dell’Università IULM e regista di Libro delle ombre – Hiroshima 80 anni dopo, progetto sostenuto con i fondi 8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e con il contributo speciale del centro di Ricerca, Cultura e Scienza della Sostenibilità dell’Università IULM.

La proiezione del docufilm, alla cui realizzazione hanno partecipato ex studenti e studentesse dell’Università IULM, riporta le testimonianze di sei sopravvissuti (hibakusha), ancora in vita, all’esplosione della bomba atomica su Hiroshima, e ha ispirato la conversazione con Mirta Da Pra, fondatrice dell’associazione “Casacomune Laudato, si’ Laudato qui”, una Scuola permanente di formazione scientifica, dialogo culturale e incontro sociale del Gruppo Abele, nata per promuovere i valori e le azioni dell’ecologia integrale e della giustizia ispirati dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

Tra gli elementi emersi durante il dibattito il valore della testimonianza attiva e la capacità di trasformare il dolore in impegno da parte delle vittime, contribuendo al cambiamento delle coscienze; è stato posto l’accento su quest’ultimo punto anche grazie al ricordo della Giornata della memoria e dell’impegno civile in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, ricorrente proprio nella giornata di sabato 21 marzo.

Il dibattito ha anche sottolineato l’importanza di utilizzare strumenti diversi nella trasmissione della testimonianza, e la necessità di fare attenzione al linguaggio utilizzato; riguardo al legame della memoria tra il bombardamento di Hiroshima e la necessità odierna di una conversione ecologica e culturale, Mirta Da Pra ha evidenziato come sia necessario un approccio multidisciplinare per andare verso la costruzione di equilibri di pace. La risposta alla domanda di un partecipante, su come riuscire a scegliere le fonti giuste per mantenere il proprio senso critico di fronte alla moltitudine di informazioni, troppo spesso contrastanti tra loro, ha messo in evidenza il valore di tutti quei movimenti autonomi che, anche se fanno fatica a sostenersi, assicurano il loro profondo interesse per il bene comune ed ha chiuso un talk coinvolgente che ha determinato una profonda riflessione nel pubblico presente.

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