A ridosso della Giornata mondiale per la pace (21 settembre) e della Giornata internazionale per la totale abolizione delle armi nucleari (26 settembre), domenica 20 settembre si è tenuta presso il Centro culturale di Firenze la proiezione del docufilm dal titolo Libro delle Ombre, dedicato alla memoria delle persone sopravvissute ai bombardamenti atomici.
Il docufilm è stato realizzato da Natia Docufilm srls in collaborazione con le studentesse e gli studenti dell’Università IULM di Milano grazie ai fondi 8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
Prima della proiezione Michela Pasi, dell’Ufficio 8x1000, ha introdotto l’impegno della Soka Gakkai italiana attraverso i fondi 8x1000, nelle quattro aree a cui sono destinati: diritti umani, ambiente, cultura ed educazione (la descrizione dei progetti è visibile sul sito https://ottopermille.sgi-italia.org).
Tra i progetti finanziati rientra il docufilm Libro delle ombre, che intende testimoniare l’impegno degli hibakusha – i sopravvissuti ai bombardamenti atomici – nel raccontare la loro esperienza affinché non si ripeta mai più, e affinché vi sia un sempre maggiore impegno per la felicità di tutte le persone.

Il documentario è stato realizzato dalle studentesse e dagli studenti dell’Università IULM di Milano, presso cui il prof. Giuseppe Carrieri è docente di Laboratorio Avanzato di Regia Cinematografica. Il documentario unisce materiale d’archivio e animazioni per raccontare la ferita della città di Hiroshima a ottant’anni dall’esplosione. Il racconto, quasi fiabesco, si apre con delle sequenze animate sui “fiori di luce” (hanabi, fuochi d’artificio in giapponese) e continua con un viaggio nella memoria che raccoglie le testimonianze degli hibakusha. Il film si conclude poi sul cielo stellato visto dall’Osservatorio Astronomico di Hiroshima e ci lascia con la speranza che il cielo del 6 agosto 1945 non possa più ripetersi.
A conclusione della proiezione, si è tenuta una tavola rotonda con Rosanna Sorelli (Coordinatrice generale della Fondazione Be The Hope), Alessja Trama (Dipartimento Relazioni esterne della Fondazione Be The Hope) e Giuseppe Carrieri (docente e regista del docufilm) per approfondire le tematiche emerse nel documentario e la relazione con l’impegno umanitario e sociale dell’Istituto.
Rosanna Sorelli ha introdotto la Fondazione Be the Hope, nata nel 2025 per veicolare e portare avanti i progetti Cambio io, cambia il mondo e Senzatomica, sostenuti con i fondi 8x1000, approfondendo in particolare il secondo, che ha l’obiettivo di promuovere la speranza e l’impegno per un mondo libero dalle armi nucleari. Alessja Trama è intervenuta con una riflessione su come gli hibakusha siano stati in grado di infondere speranza e di parlare di ideali nonostante l’inferno vissuto a causa della bomba atomica. Trama ha ricordato la promessa del presidente Toda e del presidente Ikeda di lottare per l’abolizione delle armi nucleari. La stessa promessa è diventata l’impegno di Senzatomica, che mette al centro le persone comuni per renderle consapevoli che il proprio contributo può concorrere al cambiamento del modo di pensare che giustifica l’esistenza delle armi atomiche.

Infine, Giuseppe Carrieri ha parlato della nascita e dello sviluppo del progetto del docufilm. “Cerco sempre progetti per portare gli studenti altrove” spiega, “in un luogo ancora inesplorato e ad altezza uomo, non per mostrare una storia già raccontata, ma per mostrare ciò che rimane nell’ombra, fuori campo e che rischia di passare inosservato”. Quando il progetto è stato presentato alla Hiroshima Film Commission per essere approvato, lo scopo era appunto quello di destare meraviglia su un tema già noto ma con un taglio trasversale e la messa a fuoco sulle ombre delle vite incontrate, cercando di capire quello che resta di loro. “È un documentario sulla pace e su ciò che è effimero ma che resiste”.
L’evento ha accolto circa 170 persone, tra le quali molti ospiti che a seguito della proiezione del docufilm hanno visitato gli spazi del Centro culturale di Firenze.
