Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione · Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione ·Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·

954  | 
16 luglio 2026

Presentata la Dichiarazione di Roma per una pace disarmata e disarmante nell’era dell’intelligenza artificiale e delle armi nucleari

Premi Nobel, esperti di AI e leader mondiali uniti per affrontare “una sfida senza precedenti”. Presente anche l'attrice Sharon Stone in qualità di Ambassador dell’Enciclica Magnifica Humanitas

immagine di copertina
Foto di Benedetta Guidantoni

«Respingiamo l’idea che una sicurezza duratura possa fondarsi sulla paura, sul dominio o sulla minaccia permanente della distruzione reciproca»: così si legge nella Dichiarazione di Roma per una pace disarmata e disarmante nell'era dell'intelligenza artificiale, delle armi nucleari e autonome, dei nuovi protocolli digitali e dei modelli emergenti di sviluppo digitale presentata ufficialmente oggi, 16 luglio, presso l'Aula Giulio Cesare in Campidoglio dall'Assemblea globale dei Premi Nobel.

Nei due giorni precedenti, ospiti in Vaticano presso il Borgo Laudato Sì, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, circa duecento delegati hanno lavorato sulle principali sfide del mondo contemporaneo: sicurezza internazionale, governance delle tecnologie emergenti, disarmo e costruzione di un'economia orientata alla pace. Tra i partecipanti Premi Nobel e organizzazioni insignite del Premio Nobel, Capi di Stato e di governo emeriti, leader religiosi, diversi tra i principali esperti di intelligenza artificiale – inclusi rappresentanti di OpenAI, Google DeepMind, AARU e Anthropic – nonché rappresentanti delle più autorevoli università e istituzioni di ricerca a livello mondiale. La terza giornata dell'Assemblea si è svolta in Campidoglio, a Roma, con la cerimonia conclusiva.

Ispirata all'enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, incentrata sulla tutela della persona umana nell'era dell'intelligenza artificiale, la Dichiarazione definisce principi condivisi e linee guida per la governance dell'intelligenza artificiale, promuovendo una visione della sicurezza internazionale fondata sulla cooperazione, sulla dignità umana, sullo sviluppo integrale e sulla pace tra i popoli.

Tra le istanze avanzate nella Dichiarazione di Roma, una concreta e impellente riguarda «l’adozione di un trattato internazionale che vieti l’integrazione irresponsabile dell’intelligenza artificiale nei sistemi di comando, controllo e lancio delle armi nucleari, garantendo che rimanga sempre un controllo umano effettivo e significativo».
Senza dimenticare, però, che l’unica vera strada da percorrere è «l’avvio urgente di negoziati seri, continui e condotti in buona fede che conducano, entro un quadro concordato e con tempi definiti, all’eliminazione verificabile e irreversibile delle armi nucleari», rafforzando «le norme umanitarie e giuridiche sancite dal Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW)».

La cerimonia conclusiva in Campidoglio si è aperta con i saluti istituzionali di Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, seguiti dagli interventi di autorevoli rappresentanti della Santa Sede, Premi Nobel e leader internazionali. Tra gli oratori è intervenuta anche Sharon Stone, Nuntius Magnifica Humanitas (Ambasciatrice di Magnifica Humanitas), il cui discorso ha posto l'accento sulla dimensione umana e morale delle sfide poste dall'intelligenza artificiale.

L'iniziativa è stata promossa con il sostegno della Assemblea dei Premi Nobel per la Prevenzione della Guerra Nucleare, della Nobel Women's Initiative, di IPPNW – International Physicians for the Prevention of Nuclear War, Pugwash, Yunus Center, The Catholic University of America, University of Chicago – Existential Risk Laboratory, Harvard Medical School, Brigham and Women's Hospital, University of Notre Dame, Bulletin of the Atomic Scientists e Soka Gakkai, con la Fondazione Domus Communis nel ruolo di Segreteria Generale.

Di seguito il testo della Dichiarazione di Roma per una pace disarmata e disarmante.


L’umanità sulla soglia: una Dichiarazione sull’intelligenza artificiale e le armi nucleari

Verso una pace disarmata e disarmante

Adottata dai partecipanti alla Global Nobel Laureates Assembly Borgo Laudato Sì, Città del Vaticano
Luglio 2026

Preambolo

L’umanità si trova in un momento decisivo della propria storia.

A oltre ottant’anni dall’inizio dell’era nucleare e alle soglie dell’era dell’intelligenza artificiale, siamo chiamati ad affrontare una sfida senza precedenti. Mai prima d’ora il progresso scientifico aveva offerto opportunità così straordinarie, creando al contempo rischi tanto profondi per il nostro futuro comune.

Quando furono sviluppate le prime armi nucleari, il mondo ebbe l’opportunità di evitare una condizione permanente fondata sulla paura. Quell’occasione fu mancata e, da allora, l’umanità vive sull’orlo dell’annientamento nucleare.

Con l’intelligenza artificiale si presenta oggi un pericolo analogo. L’integrazione dell’IA nei sistemi nucleari riduce drasticamente il tempo disponibile per il giudizio umano durante una crisi, o addirittura lo sostituisce. Questa tecnologia modifica il contesto nel quale gli Stati dotati di armi nucleari competono tra loro. È probabile che l’IA provochi una perdita massiccia di posti di lavoro e accentui la competizione economica tra le potenze nucleari. Potenzia inoltre gli attacchi informatici, capaci di compromettere infrastrutture civili e strategiche essenziali, e rende possibile una nuova forma di guerra dell’informazione. La pace dipende da una realtà condivisa: senza fatti non può esserci verità; senza verità non può esserci fiducia; e senza fiducia non sono possibili il dialogo, la verifica e l’autolimitazione tra le nazioni.

Le capacità più avanzate dell’intelligenza artificiale, le risorse computazionali e le infrastrutture dei dati sono sempre più concentrate nelle mani di un numero ristretto di Paesi e di grandi imprese, generando profonde asimmetrie di potere e riducendo gli incentivi alla cooperazione. L’IA è una tecnologia destinata a produrre trasformazioni economiche, militari e sociali di vasta portata e si sta sviluppando con una rapidità senza precedenti nella storia umana.

Mentre assistiamo a una nuova e crescente corsa agli armamenti nucleari, stiamo contemporaneamente entrando in una corsa all’intelligenza artificiale altrettanto pericolosa.

Papa Leone XIV, richiamandosi ai valori condivisi dalle diverse tradizioni religiose, ha invitato l’umanità a perseguire una «pace disarmata e disarmante». Respingiamo l’idea che una sicurezza duratura possa fondarsi sulla paura, sul dominio o sulla minaccia permanente della distruzione reciproca. La sicurezza non può continuare a poggiare sulla prospettiva della distruzione reciproca.

Consapevoli della responsabilità che condividiamo verso le generazioni presenti e future, adottiamo i seguenti principi.

1. Disarmare la prossima corsa agli armamenti

Riconosciamo che l’intelligenza artificiale rappresenta un nuovo terreno di competizione strategica, così come lo furono le armi nucleari. Invitiamo i governi, gli sviluppatori dei modelli di IA più avanzati, i ricercatori e la comunità internazionale ad agire subito, attraverso adeguati strumenti di governance – tra cui meccanismi di condivisione dei benefici, la promozione di applicazioni dell’IA orientate al benessere umano e l’adozione di misure di contenimento delle sue applicazioni più destabilizzanti – per ridurre questi rischi finché la possibilità di scegliere è ancora nelle nostre mani.

Dobbiamo disinnescare la prossima corsa agli armamenti, sia nel campo dell’intelligenza artificiale sia in quello nucleare, prima che siano esse a determinare il volto del prossimo secolo.

2. Sviluppo responsabile

Gli sviluppatori di sistemi di intelligenza artificiale dovrebbero pubblicare in modo trasparente i principi che guidano il comportamento dei loro modelli ed essere ritenuti responsabili, anche sul piano giuridico, del rispetto di tali principi.

L’intelligenza artificiale deve essere progettata e monitorata affinché operi in armonia con gli interessi dell’umanità, nel rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani.

Inoltre, nessuna organizzazione dovrebbe avviare, e nessun governo dovrebbe autorizzare, processi di auto-miglioramento ricorsivo completamente automatizzati nei sistemi di intelligenza artificiale senza disporre di strumenti efficaci per monitorarli e, se necessario, interromperne il funzionamento.

3. Uso responsabile

La decisione finale di impiegare un’arma nucleare non deve mai essere affidata a un sistema automatizzato.

Chiediamo l’adozione di un trattato internazionale che vieti l’integrazione irresponsabile dell’intelligenza artificiale nei sistemi di comando, controllo e lancio delle armi nucleari, garantendo che rimanga sempre un controllo umano effettivo e significativo.

Dobbiamo impedire l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale nelle operazioni informatiche e negli attacchi contro le infrastrutture nucleari critiche. Gli Stati dotati di armamenti nucleari devono sottoporre i propri sistemi a verifiche di sicurezza (“fail-safe review”) per ridurre la vulnerabilità delle loro forze nucleari rispetto a controlli o manipolazioni non autorizzati tramite IA.

Promuoviamo lo sviluppo e l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale per migliorare il benessere umano, accelerare il progresso scientifico e medico, proteggere l’ambiente, rafforzare la resilienza delle società e promuovere la pace, lo sviluppo sostenibile e il bene comune.

4. Governance responsabile

Invitiamo governi, imprese e organizzazioni internazionali a rendere possibile un rallentamento coordinato dello sviluppo delle forme più avanzate di intelligenza artificiale, istituendo meccanismi condivisi di verifica e solidi processi di valutazione, sia interni sia indipendenti.

Sosteniamo il Panel Scientifico Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite sull’Intelligenza Artificiale e promuoviamo ogni altra iniziativa ispirata allo spirito della Magnifica Humanitas. Chiediamo che vengano ampliati la ricerca e il dialogo internazionale per individuare nuovi percorsi istituzionali verso una governance globale dell’intelligenza artificiale e per favorire, in futuro, l’attuazione di iniziative di governo globale in questo ambito.

5. Leadership responsabile

Riconosciamo che le sfide che oggi affrontiamo saranno con ogni probabilità risolte dalla prossima generazione di leader.

I giovani devono essere messi nelle condizioni di confrontarsi con le minacce rappresentate dalle armi nucleari, dall’intelligenza artificiale e da altri rischi potenzialmente catastrofici, attraverso l’educazione, il tutoraggio, la collaborazione tra generazioni e una partecipazione inclusiva che coinvolga tutte le regioni, le culture e le comunità.

Dobbiamo promuovere iniziative educative che sviluppino responsabilità etica, pensiero critico, alfabetizzazione mediatica e digitale, competenze nell’uso dell’intelligenza artificiale e una autentica cultura della pace.

Riconosciamo inoltre che l’umanità è esposta a molteplici minacce interconnesse, le cui conseguenze indesiderate ricadono spesso su persone che non hanno alcun accesso né controllo sulle tecnologie che le generano.

Per questo chiediamo la creazione di un bene comune digitale (digital commons) che favorisca la raccolta e la condivisione dei dati necessari ad approfondire la conoscenza e sostenere azioni efficaci riguardo alle armi nucleari, all’intelligenza artificiale priva di adeguata governance e ad altre minacce esistenziali.

6. Disarmo nucleare

Chiediamo l’avvio urgente di negoziati seri, continui e condotti in buona fede che conducano, entro un quadro concordato e con tempi definiti, all’eliminazione verificabile e irreversibile delle armi nucleari.

La comunità internazionale deve respingere la normalizzazione delle armi nucleari come strumenti permanenti di sicurezza e rafforzare le norme umanitarie e giuridiche sancite dal Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP) e dal Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW).

Invitiamo gli Stati dotati di armamenti nucleari a fermare la nuova corsa agli armamenti e l’espansione dei propri arsenali, a riprendere i negoziati bilaterali e multilaterali sul controllo degli armamenti e sul disarmo e ad adempiere pienamente agli obblighi e agli impegni assunti in base al diritto internazionale.

Gli Stati dovrebbero perseguire misure verificabili di limitazione e riduzione degli arsenali; abbassare i livelli di allerta; aumentare il tempo disponibile per le decisioni; abbandonare le dottrine basate sul lancio su allarme (“launch-on-warning”) e sulla risposta immediata; ridurre il ruolo delle armi nucleari nelle strategie di sicurezza; rafforzare le comunicazioni di crisi; prevenire operazioni informatiche contro i sistemi di comando, controllo e comunicazione nucleari; e sviluppare forme di cooperazione volte a evitare incomprensioni, errori di valutazione ed escalation involontarie. Le nazioni dotate di armi nucleari devono promuovere politiche e dottrine che riducano progressivamente il ruolo di tali armamenti, rafforzino la stabilità strategica e diminuiscano il rischio del loro primo impiego e di una guerra dalle conseguenze catastrofiche.

Ispirandoci alle parole dei Premi Nobel Bertrand Russell e Albert Einstein:

«Ci rivolgiamo, come esseri umani, ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto».

È in gioco la nostra sopravvivenza e quella delle generazioni future.

©ilnuovorinascimento.org – diritti riservati, riproduzione riservata