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18 luglio 2026

Lettera da Teradomari

Questa lettera fu scritta da Nichiren Daishonin e indirizzata al suo discepolo Toki Jonin

immagine di copertina

Ho ricevuto il kan di monete che mi hai mandato. Tutti coloro che aspirano alla via dovrebbero riunirsi insieme e ascoltare il contenuto di questa lettera.
Il decimo giorno del corrente mese (il decimo mese) abbiamo lasciato il villaggio di Echi nel distretto di Aiko della provincia di Sagami, abbiamo sostato a Kumegawa nella provincia di Musashi e, dopo aver viaggiato per dodici giorni, siamo arrivati al porto di Teradomari, nella provincia di Echigo. Da qui dobbiamo salpare per l’isola di Sado, ma, poiché i venti non sono favorevoli, non so quando partiremo.
Le difficoltà lungo la strada sono state maggiori di quanto pensassi e impossibili da descrivere. Ti lascio immaginare che cosa ho dovuto sopportare. Ma poiché ero preparato fin dalla partenza a tali difficoltà, non vedo perché debba cominciare a lamentarmi adesso. Perciò non ne parlerò.

Il quarto volume del Sutra del Loto afferma: «E poiché odio e gelosia nei confronti di questo sutra abbondano perfino mentre il Tathagata è nel mondo, quanto peggio sarà dopo la sua scomparsa?»1. Il quinto volume dice: «Nel mondo dovrà fronteggiare molta ostilità e sarà difficile credervi»2. E il trentottesimo volume del Sutra del Nirvana afferma: «A quel tempo, tutti i non buddisti [si rivolsero al re Ajatashatru e] parlarono così: “Oh grande re, esiste attualmente un uomo di incomparabile malvagità, un monaco chiamato Gautama[…]. Intorno a lui si è raccolta ogni sorta di persone malvagie che, sperando di trarne profitto ed elemosine, sono diventate suoi seguaci. Essi non praticano il bene, ma usano il potere degli incantesimi e della magia per attirare uomini come Mahakashyapa, Shariputra e Maudgalyayana”».

Questo passo del Sutra del Nirvana riporta le male parole pronunciate da molti non buddisti contro il Budda Shakyamuni che refutava le scritture predicate dai loro antichi maestri, le due divinità3 e i tre asceti.
Ma, nei passi citati del Sutra del Loto, non è il Budda che viene odiato, bensì, come spiega T’ien-t’ai è [il Sutra del Loto al quale si oppongono] «i vari ascoltatori della voce, i risvegliati all’origine dipendente e i bodhisattva che ricercano solamente il Budda di recente illuminazione»4. In altre parole, coloro che non desiderano ascoltare il Sutra del Loto, o non desiderano credere in esso, o che dicono che non si accorda alle loro capacità, anche se non lo insultano a parole, sono da considerare tutte persone animate da odio e gelosia5.
Osservando la situazione dopo la scomparsa del Budda alla luce di quella esistente mentre egli era in vita, gli studiosi delle varie scuole sono uguali ai non buddisti dell’epoca del Budda; anch’essi parlano di «un uomo di incomparabile malvagità», riferendosi a me, Nichiren, e dicono: «Intorno a lui si è raccolta ogni sorta di persone malvagie», riferendosi ai miei discepoli e seguaci.

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