Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione · Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione ·Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·

952  | 
13 maggio 2026

Le regioni d’Italia si attivano per il clima. Le ultime tappe della mostra “L’eredità della vita”

Da Gavoi a Castelletto di Branduzzo, la mostra itinerante di “Cambio io, cambia il mondo” continua a trasformare consapevolezza e dialogo in azioni concrete sul territorio

immagine di copertina

Negli ultimi mesi la mostra “L’eredità della vita. Il clima è una scelta: salviamo il futuro” ha attraversato città, piazze e comunità molto diverse tra loro, portando con sé, oltre che dati scientifici, tante nuove riflessioni sulla crisi climatica e sul futuro che vogliamo lasciare alle nuove generazioni.
Gavoi, Novara, Rovigo e Castelletto di Branduzzo: ogni tappa ha dato vita a qualcosa di diverso. Uniti dal desiderio di creare spazi di confronto, i tantissimi volontari che si sono sfidati nell’attività hanno permesso a oltre tremila persone di fermarsi, riflettere e immaginare insieme un futuro diverso. Un futuro più giusto e sostenibile.

La prima tappa di questo percorso, tra il 31 gennaio e il 7 febbraio, è stata Gavoi, nel cuore dell’entroterra sardo. Negli spazi della Caserma Betza, la mostra ha registrato una presenza straordinaria di giovani e studenti provenienti dalle scuole del territorio. L’inaugurazione è stata accompagna dalla musica del coro femminile Eufonia e ha visto la presenza di circa cento persone – tra cui il sindaco Salvatore Lai e la vicesindaca Rosangela Sedda. Accanto alla mostra, le attività realizzate con Plastic Free e con gli agenti di Forestas – che hanno regalato delle piccole piante alle scuole - hanno tradotto tanti concetti presenti sui pannelli in impegno reale. 


Dal 3 al 10 marzo la mostra si è spostata a Novara, negli spazi della Sala dell’Accademia del Broletto. Raggiungendo oltre mille visitatori e visitatrici, la mostra è stata impreziosita da diversi momenti culturali: le letture con accompagnamento musicale de “L'uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono e de “La fantastica storia del colibrì” hanno ricordato alle persone presenti che anche i gesti più piccoli possono innescare cambiamenti profondi. Una giornata in particolare ha lasciato il segno: la visita di un'associazione accompagnata da un'interprete LIS, che ha permesso alle persone sorde presenti di seguire il percorso e partecipare al dialogo finale. Con il patrocinio del Comune e della Provincia di Novara, la tappa piemontese ha mostrato come parlare di crisi climatica significhi anche costruire luoghi più accessibili, aperti e capaci di accogliere tutte e tutti.


Dall’8 al 18 aprile, L’eredità della vita è stata esposta per la prima volta in Veneto, precisamente a Rovigo. Negli spazi della Sala della Gran Guardia, la mostra è stata inaugurata in presenza della sindaca Valeria Cittadin e di Anna Nicoli di Plastic Free Rovigo, aprendo concretamente una strada di dialogo tra istituzioni, associazioni e organizzazioni del territorio. Anche qui la mostra ha ricordato che la consapevolezza, fine a se stessa, non basta. Serve il coraggio di trasformarla in piccoli gesti quotidiani capaci di cambiare davvero i luoghi in cui viviamo. E così il 12 aprile, insieme a Plastic Free, tantissime cittadine e cittadini si sono riuniti in una raccolta di mozziconi di sigarette e rifiuti nel centro storico della città, trasformando sin da subito i contenuti della mostra in iniziative sul territorio.


L’ultima tappa di questi mesi, dal 3 al 10 maggio, si è realizzata al Castello di Castelletto di Branduzzo, in provincia di Pavia. Fin dall’inaugurazione, che ha accolto oltre duecentotrenta persone insieme al sindaco di Castelletto di Branduzzo Flavio Ferlini e a Lorella Piccinini, assessora alla cultura del vicino comune di Bressana Bottarone, il clima è stato quello di una festa: musica, buffet sostenibile, istituzioni e associazioni riunite in un luogo che già da solo racconta storia e territorio. Anche questa volta non sono mancate le iniziative collaterali che estendono i contenuti dei pannelli e mostrano come sia possibile agire concretamente lì dove ci troviamo. Dalla cucina antispreco guidata dalla chef Valentina Congiu, ai laboratori di riuso creativo, fino al Repair Café, dove oggetti destinati a essere buttati hanno trovato nuova vita - tutto ha permesso alle persone presenti di riflettere su un tema fondamentale: il cambiamento non nasce necessariamente da grandi gesti eroici, ma dalla scelta di fare insieme un passo diverso ogni giorno.


In pochi mesi, L’eredità della vita ha attraversato quattro città, quattro comunità, quattro modi diversi di stare dentro lo stesso tema. Migliaia di persone incontrate e centinaia di volontari coinvolti che non sono semplici numeri. Sono persone che hanno scelto di informarsi, interrogarsi e agire. Perché a fare la differenza sono state proprio le conversazioni nate alla fine delle visite guidate. Le scuole che hanno scelto di approfondire questi temi. I giovani che si sono messi in gioco. Le comunità che hanno scoperto nuovi modi di collaborare. Perché questo viaggio non parla soltanto di crisi climatica. Parla della possibilità di costruire comunità più consapevoli, solidali e capaci di agire insieme. E, tappa dopo tappa, continua a ricordarci una cosa semplice ma fondamentale: il futuro non è qualcosa che aspettiamo. È qualcosa che costruiamo, insieme.

©ilnuovorinascimento.org – diritti riservati, riproduzione riservata