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16 aprile 2024 Ore 09:50

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La strada che voglio percorrere

Massimiliano Mascaro, Roma

Massimiliano Mascaro, dj e compositore elettroacustico, sta realizzando i suoi sogni con la musica elettronica

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Massimiliano Mascaro, dj e compositore elettroacustico, sta realizzando i suoi sogni con la musica elettronica

Quando è iniziata la tua passione per la musica?

È iniziata al liceo, al tempo ascoltavo moltissima musica dance. Negli anni successivi al diploma ho lavorato in diverse società nell’ambito radiofonico, facevo contemporaneamente il dj e il producer.

Cos’è cambiato con la pratica?

Nel 2010, nonostante avessi lavorato in molte radio famose e due dei miei brani fossero arrivati in classifiche dance europee, ero comunque insoddisfatto, perché il lavoro alla radio non era creativo. Nello stesso anno ho iniziato a praticare e ho fatto la prima esperienza di fede con una prova tangibile: era da qualche tempo che studiavo il pianoforte, non avevo possibilità economiche per comprarne uno, ma con la preghiera sono riuscito a trovare i soldi per acquistare quello adatto alle mie esigenze. Parlando con l’insegnante di pianoforte della mia passione per la musica elettronica, lui mi spronò a iscrivermi al conservatorio per seguire un corso di laurea in Musica e Nuove tecnologie. Mi sembrava azzardato perché a venticinque anni pensavo di essere troppo grande per iniziare il conservatorio, ma ho recitato Daimoku per capire se questa era la mia strada. A marzo 2011 mi chiedevo: «Mi licenzio (avevo un contratto a tempo indeterminato in una radio) e mi iscrivo al conservatorio o continuo la carriera professionale?». Tornato da un corso buddista, sentendo l’incoraggiamento di sensei nel cuore, decisi di seguire i miei sogni e di iscrivermi al conservatorio. Ho passato tutta l’estate a studiare per arrivare preparatissimo all’esame di ammissione al corso di musica elettronica e grazie ai miei sforzi nello studio sono stato ammesso e nel primo anno ho dato dieci esami con la media di 29/30.

E in seguito a questa decisione?

Sono stati due anni di grandi vittorie nello studio e ho incontrato anche grandi ostacoli. Nel 2013 mentre tornavo dal Conservatorio dell’Aquila ho avuto un pneumotorace. Nonostante l’impedimento provocato dalla malattia ero deciso a finire la mia prima composizione per violino ed elettronica che doveva essere eseguito a breve: ci sono riuscito grazie al Daimoku e al sostegno dei compagni di fede. L’anno seguente mi sono trasferito al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e da quel momento è iniziata una nuova vita. Nel 2015 è arrivata un’occasione con la mostra Senzatomica a Roma. Con i compagni di fede che studiavano al conservatorio – ero diventato referente della Divisione studenti – avevamo deciso di realizzare un evento nel nostro ateneo per far arrivare alle persone lo spirito della campagna Senzatomica. Ho realizzato un pezzo con l’intento di trasmettere attraverso la musica l’atrocità della bomba atomica. La composizione è stata pensata per non dimenticare la sofferenza degli hibakusha. Vengono ricostruiti i momenti prima e dopo lo scoppio della bomba e c’è una sezione in cui una voce ripete la loro richiesta: «Acqua, acqua per favore». Grazie a questa esperienza ho capito per la prima volta cosa volesse dire comporre un brano basandosi sul Daimoku. A ottobre, in occasione di EMUFest, un festival che si svolge annualmente al conservatorio, il mio maestro di composizione mi ha commissionato un brano. Volevo creare un qualcosa che facesse sentire la potenza di Nam-myoho-renge-kyo, e così è nato L’ abile medico. Attraverso questo lavoro sono riuscito a parlare del Buddismo sia alle persone che hanno collaborato a questo progetto, sia a tutti i presenti all’esecuzione. Mi sembrava un sogno, la sala accademica del conservatorio era pervasa dal suono del Daimoku.

Oltre alla composizione hai altri progetti?

Tra il 2014 e il 2015 ho sofferto di crisi ansiose molto forti. Mentre ero in cura da psichiatri, recitavo Daimoku per utilizzare la malattia al fine di creare valore e trasformarla in qualcosa di positivo. Durante il corso di Montecatini nel 2015 ho fatto una promessa al mio maestro Daisaku Ikeda: rendere felici tutte le persone, aiutare chi sta male e soffre, creare valore e realizzare kosen-rufu attraverso la musica. Come effetto di questa profonda decisione, a dicembre il CRM (Centro di Ricerche Musicali) mi ha proposto una collaborazione al progetto Musica Emozioni che mira alla riabilitazione di pazienti con disabilità psichiatrica, attraverso strumenti e forme d’arte musicale innovative. Finalmente il veleno della malattia si era trasformato nella medicina della compassione. Alla prima riunione al CRM incontrai un ragazzo con un grave disagio, e con mio grande stupore, scoprii che si chiamava Massimiliano, come me: mi sono commosso e ho sentito un profondo senso di missione. Attraverso la preghiera sono riuscito a “sentire” la sua vita e la sua particolare condizione.

Arriviamo a oggi…

Il 2017 è l’anno del cambiamento e dell’indipendenza. Ad aprile il conservatorio mi ha proposto di comporre le musiche per accompagnare l’apertura di una mostra al MACRO di Testaccio a Roma. Questa composizione è stata il primo passo verso l’”emancipazione musicale” perché sono passato dall’essere “solo” uno studente a essere un compositore elettroacustico concretamente. Ogni lavoro è una grande occasione per migliorare me stesso e aumentare le mie capacità. E ho capito che c’è un abisso tra una cosa che si fa col Daimoku e una che si fa con la testa. Anche per il corso di Chianciano mi è stato chiesto di realizzare le musiche per lo spettacolo di danza. È stata un’esperienza importante, ho lavorato al massimo, fino all’ultimo istante.
Il mio scopo è portare il sole del Buddismo nella società e ciò che mi rende più soddisfatto è vedere le persone felici quando ascoltano o ballano la mia musica. «È il cuore che è importante» (RSND, 1, 889) è per me uno dei più importanti insegnamenti del Buddismo di Nichiren Daishonin. Questa è la strada che voglio percorrere!

E nel futuro?

Se mi guardo indietro non mi sembra possibile aver fatto questo splendido percorso, dopo la prima laurea in Musica elettronica conseguita con il massimo dei voti e la seconda in fase di conclusione. Desidero continuare a svilupparmi usando le mie capacità per il bene degli altri: diventare un grandissimo musicista per kosen-rufu e portare la mia musica in tutto il mondo.
Prima di tutto, però, voglio diventare un figlio in grado di «dimostrare bontà verso i propri genitori». Questo, come dice il presidente Ikeda, «è il primo passo nella pratica buddista di trattare tutte le persone con compassione» (BS, 154, 53).

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