Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione · Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione ·Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·

948  | 
27 gennaio 2026

"La determinazione" - undicesima puntata

Nel 2026 celebriamo il settantesimo anniversario della Campagna di Osaka, in cui il maestro Ikeda mostrò come, attraverso una incrollabile fede nel Gohonzon, l'impossibile può trasformarsi in possibile. Pubblichiamo l'undicesima puntata del volume 10 de "La rivoluzione umana", capitolo "La determinazione"

immagine di copertina

Alle 18.30 Toda cominciò la sua lezione sul capitolo Espedienti. Si schiarì la gola, corse con lo sguardo verso il pubblico e cominciò a parlare in tutta franchezza. «Eccomi a Osaka per tenere una lezione. Perché? Desidero liberare Osaka dalle malattie e dalla povertà. Non ho altro desiderio. Affinché questo desiderio sia realizzato, voi dovete coltivare la fede. Ma se io mi limitassi a questo e vi dicessi solamente di praticare, senza spiegazioni, voi restereste molto dubbiosi. È questa la tendenza delle persone di oggi ed è giusto che sia così. D’altro canto, se sarò in grado di mostrarvi quanto veramente grande sia l’insegnamento di Nichiren Daishonin, vi sentirete abbastanza convinti da sforzarvi al massimo nella pratica della fede. Per questo cercherò di fare del mio meglio a partire da stasera.

«Il Buddismo di Nichiren Daishonin è la religione più profonda e corretta che vi sia al mondo. È l’unica e sola religione viva della nostra epoca. Vi sono diversi criteri che permettono di giudicare cosa vi è di corretto e cosa vi è di sbagliato in una religione. Uno di essi è il principio delle cinque guide. È un principio molto rigoroso. Adesso, alla luce delle cinque guide, vi mostrerò perché affermo che l’insegnamento del Daishonin è superiore alle altre confessioni religiose, ai pensieri e alle filosofie della nostra epoca». Toda guardò per un attimo il pubblico assiepato dinanzi a lui da sotto gli occhiali che brillavano. La sala non era disturbata dal minimo rumore; non si sentiva un singolo colpo di tosse. Gli occhi di tutti i presenti, ardenti di entusiasmo, erano rivolti su Toda. La lezione sarebbe stata certamente fruttuosa. Toda spiegò i cinque elementi uno a uno, usando termini semplici e comprensibili. Per prima cosa occorre comprendere correttamente l’insegnamento; in secondo luogo occorre comprendere i sentimenti e le capacità delle persone. Poi bisogna riconoscere chiaramente la corrente dei tempi. Come quarto punto occorre comprendere le tendenze della società e della cultura, mentre come ultimo punto è necessario conoscere approfonditamente i pensieri e le filosofie che sono stati propagati e diffusi in precedenza.

«Così adesso avete una qualche idea in merito alle cinque guide» disse Toda. «Quando applichiamo questo principio per esaminare attentamente tutte le religioni, le idee e le filosofie della nostra epoca, giungiamo necessariamente alla conclusione che il Buddismo di Nichiren Daishonin è il supremo insegnamento. Continuando ad abbracciare la fede nel Gohonzon, l’oggetto di culto che il Daishonin ha lasciato a tutti noi, per un anno, due, tre, cinque, sette o quindici, gradualmente vi troverete in una condizione di felicità sempre maggiore, ben più grande di quanto possiate avere immaginato. Allora comprenderete che ciò che Toda aveva detto non era falso. Da questo momento in avanti non dovete più sentirvi in ansia per il futuro. Non dovete permettere che qualche stupido dubbio vi faccia smettere o vi faccia diventare troppo pigri per continuare. Non diminuite mai i vostri sforzi e continuate a fare Gongyo mattina e sera». Le sue parole traboccavano di fiducia.
Toda passò poi ad affrontare l’argomento centrale della sua lezione. «Adesso spiegherò il significato del capitolo Espedienti, uno dei due capitoli che noi recitiamo mattino e sera». Josei Toda aveva tenuto la sua prima lezione a Osaka il 1° febbraio 1953 in un albergo chiamato Kyoya. Quella stessa sera aveva affidato la bandiera del capitolo al responsabile di Osaka e meno di duecento persone avevano partecipato alla sua lezione in quel giorno memorabile. Ora, dopo soli tre anni, più di settemila membri affollavano la sala pubblica e i marciapiedi circostanti, attentissimi nel seguire la lezione. Era una scena veramente stupefacente e sia i mass media sia i credenti di altre dottrine non potevano certo trascurare il fatto.

Dopo la lezione fu la volta di una sessione di domande e risposte durante la quale vennero chieste diverse cose in rapida successione. Dato che le domande venivano subito dopo l’illuminante lezione di Toda, gran parte di esse toccava l’essenza del Buddismo. Le risposte di Toda erano brevi e assolutamente accurate e non lasciavano il minimo spazio al dubbio. I partecipanti spalancavano gli occhi e sprofondavano in un silenzio soddisfatto, profondamente commossi nel comprendere quanto veramente grande fosse l’essenza del Buddismo. Prima che la riunione finisse Shin’ichi Yamamoto si alzò e si rivolse ai presenti percependo sensibilmente l’eccitazione di tutti. Disse che le parole di Toda erano la lezione più convincente che si potesse tenere sul Buddismo nel mondo moderno. Il solo fatto di essere in grado di seguire una simile lezione, aggiunse, era in sé sorgente di benefici incommensurabili. Shin’ichi fu la persona che più di tutte percepì il successo di quella sera. E dato che era la persona cui era stata affidata la totale responsabilità della campagna di Kansai, niente lo avrebbe fatto sentire più felice. Partì per Tokyo da solo alle 22.00 sul treno Luce della Luna. A bordo rifletté con soddisfazione sulla risposta che i membri di Kansai avevano dato alla lezione di Toda. Sapeva che il loro spirito di ricerca finalmente si era sviluppato tanto da indirizzarli correttamente lungo il sentiero della fede.

La sera del 17 febbraio Toda tornò alla sala centrale pubblica e tenne questa volta una lezione sul Gosho Sulla profezia del Budda. Era stato accompagnato a Osaka da Takeo Konishi, Katsu Kiyohara e Yukio Ishikawa. Per tre giorni, dal 16 al 18, tutti trascorsero il loro tempo immersi in riunioni e dando consigli personali ai membri della zona, al fine di instillare in ciascuno i profondi princìpi della fede nell’insegnamento di Nichiren Daishonin. La sera del 18 Toda in persona si occupò di una riunione per responsabili di gruppo. Conversò da cuore a cuore con ciascuna delle persone presenti, cercando di consigliarle accuratamente. Katsu Kiyohara partecipò alla riunione dei responsabili di settore, mentre Takeo Konishi andò a Sakai per partecipare alla riunione dei responsabili di nucleo di quel capitolo. Yukio Ishikawa per parte sua partecipò alla riunione dei responsabili di nucleo del capitolo di Osaka. Così tutti i membri di Kansai poterono ricevere preziosi consigli. La serie di lezioni, incontri e sessioni di incoraggiamento venne portata avanti con vigore, mirando ad accrescere la convinzione nella fede in tutti i membri di Kansai, così che essi potessero in qualche modo avvicinarsi ai membri di Tokyo. Lo spirito di ricerca dei membri di Kansai, sebbene stessero muovendo i loro primi passi nella fede, era già molto forte, tanto da rispondere sinceramente agli sforzi notevoli dei responsabili anziani giunti da Tokyo. In fin dei conti tutto questo derivava dallo spirito di ricerca che Shin’ichi Yamamoto nutriva nei confronti di Josei Toda. Attraverso tutti i contatti che aveva avuto con i membri della regione di Kansai aveva trasmesso loro il suo spirito e l’aveva impiantato nei loro cuori quasi senza che essi se ne rendessero conto. In un certo senso, la determinazione di Shin’ichi era penetrata nei cuori dei membri di Kansai, dando origine a una salda radice di fede.

(RU, 10, 41-45)

©ilnuovorinascimento.org – diritti riservati, riproduzione riservata