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17 gennaio 2026

"La determinazione" - settima puntata

Nel 2026 celebriamo il settantesimo anniversario della Campagna di Osaka, in cui il maestro Ikeda mostrò come, attraverso una incrollabile fede nel Gohonzon, l'impossibile può trasformarsi in possibile. Pubblichiamo la settima puntata del volume 10 de "La rivoluzione umana", capitolo "La determinazione".

immagine di copertina

Il giorno seguente Shin’ichi stava già vivendo appieno la sua determinazione, facendo in modo che gli altri lo seguissero. Gettò tutto se stesso nella creazione di un vortice di attività gioiose e dedicò la giornata ai consigli personali. Si incontrò con tutte le persone che vennero al centro di Kansai, sia che fossero responsabili sia che fossero membri, con la preghiera che non una sola di queste persone si tirasse indietro nel corso della campagna. Incoraggiò ciascuno con tutto il cuore. I consigli proseguirono dalle 10.00 alle 18.00 con Shin’ichi che si sforzava di manifestare uno spirito saldo e incrollabile. Sin dai tempi del presidente Makiguchi il principio dei consigli personali era stato sempre quello del dialogo individuale, che mirasse ad aprire nuovi orizzonti nel cuore dell’ascoltatore. Non era quindi una sorpresa che i problemi presentati a Shin’ichi il 5 gennaio fossero tanto numerosi e vari. Vi erano persone che soffrivano di malattie per cui la scienza medica non aveva cure. Altre affrontavano difficoltà finanziarie che non si sentivano in grado di superare per quanto duramente lottassero. Altre ancora, invece, erano afflitte da problemi di coppia oppure da difficoltà con i figli o i genitori e né l’etica né la morale potevano dare loro una soluzione. Tutte le persone ovviamente erano molto preoccupate.
Ciascuno portava i propri problemi davanti a quel giovane, Shin’ichi Yamamoto. Avevano tutti abbracciato la fede di recente, proprio in virtù del fatto che era stato detto loro che si sarebbero potuti risollevare dalle loro circostanze. Ma nel momento in cui si accorgevano che la cosa non era così facile, abbastanza comprensibilmente erano diventati impazienti e avevano cominciato a nutrire alcuni dubbi in merito alla fede nel Buddismo.

Shin’ichi si faceva carico di tutti i problemi. Come prima cosa spingeva ognuno a comprendere che ogni sofferenza era causata dal karma. Poi esponeva gli insegnamenti del Buddismo sull’eternità della vita attraverso passato, presente e futuro. Alla luce di questo principio, avrebbero dovuto per prima cosa lottare per risolvere il problema fondamentale del karma. Il Buddismo di Nichiren Daishonin esisteva per questo motivo.
Egli lo sottolineava con molta convinzione, riportando altre esperienze per illustrare il punto. Metteva in risalto la capacità di ogni persona di fare affidamento sul potere della fede. In molti casi vide le loro espressioni addolcirsi per il sollievo, il calore e la gioia apparire nei loro cuori. Tutti rimasero colpiti da quel giovane responsabile, Shin’ichi Yamamoto, che li aveva consigliati in modo così sincero come se i loro problemi fossero i suoi. Shin’ichi mangiò velocemente una zuppa, in quanto la riunione dei responsabili di settore doveva iniziare da lì a poco e vi sarebbero stati tutti i responsabili anziani del Kansai. Si stese per un attimo, esausto dopo gli incoraggiamenti personali. Quando venne il momento, si sforzò di alzarsi e si avviò verso la stanza del Gohonzon al terzo piano.
«Buonasera» disse in modo amichevole con l’accento del posto. I partecipanti risposero all’unisono. «È passato un po’ di tempo dall’ultima volta, state bene?» «Sì» risposero tutti insieme e questo gli fece capire che erano preparati al dialogo. Com’era normale per una riunione di responsabili, nessuno guardava in basso. Tutti avevano gli occhi puntati su Shin’ichi come se cercassero la strada per la campagna che stava per avviarsi.
«Dal mio arrivo, ieri, ho pregato davanti al Gohonzon di questa stanza» iniziò Shin’ichi. «È un Gohonzon meraviglioso, che promette che la Legge mistica prospererà a Kansai ed esaudirà tutti i nostri desideri. Dato ciò, tutto il resto dipende dalla forza delle preghiere e dell’azione. Questo è quello che abbiamo, tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Cari amici, ora che abbiamo questo Gohonzon a Kansai, perché non offriamo insieme una grande preghiera?» Uno scroscio di applausi e grida provenne dalla sala. Lo spirito di Shin’ichi penetrò il cuore dei responsabili, ma sebbene fossero tutti galvanizzati, nessuno sapeva di quale tipo di preghiera si trattasse. Aspettavano con espressione rapita.

Shin’ichi rivelò che la preghiera riguardava la vittoria alle elezioni di luglio. «Sarò sincero con voi, perché siete tutti responsabili anziani» disse. Poi espose in modo accurato quanto fosse debole la forza a Kansai e come fossero lontani dalla vittoria. Sapeva che soltanto la verità sarebbe stata d’aiuto nel far prendere una ferma determinazione. Quando i responsabili appresero della situazione allarmante, i loro volti si rannuvolarono visibilmente per il disappunto: la loro campagna sarebbe stata inutile. «Chiunque penserebbe che la vittoria sia impossibile» disse Shin’ichi «e probabilmente è così che vi sentite adesso. Ma non dimenticate questo meraviglioso Gohonzon che abbiamo, che ha il potere di trasformare ciò che normalmente riteniamo impossibile in qualcosa di possibile. Chi rinuncia ancor prima di provare non conosce il potere della Legge mistica. Nichiren Daishonin è chiaro su questo punto. Nell’ultima frase di un suo scritto afferma: “Sto pregando con tanta convinzione come se dovessi accendere il fuoco con legna bagnata o estrarre l’acqua dal terreno riarso, affinché nonostante questa sia un’epoca di disordini, il Sutra del Loto e le dieci fanciulle demoni proteggano ciascuno di voi”. Il Dasihonin scrisse questa lettera a Shijo Kingo da Sado, quando egli stesso era in esilio. Ma egli aveva a cuore solo la salvezza dei suoi discepoli che al tempo stavano soffrendo per le persecuzioni nella lontana Kamakura. Questo ci mostra la sua grande compassione di pregare con tutto il suo cuore le divinità del cielo per la protezione dei suoi discepoli. «La società era nel caos ma il Daishonin non poteva offrire alcun aiuto ai suoi discepoli. Essendo a Sado, non c’era nulla che potesse fare in concreto; come dice nel Gosho egli continuò a pregare con forza, determinato come se avesse dovuto accendere un fuoco con un’esca bagnata o estrarre acqua dal deserto. Qui egli dimostra come pregare davanti al Gohonzon in un momento di sfida. Se osserviamo la nostra situazione solo con la ragione, non abbiamo nessuna opportunità di vincere. Ma il Daishonin ci dice che il Gohonzon ha un infinito potere. Ciò che conta è se ci crediamo o no. Se pensiamo che siamo i veri discepoli di Nichiren, noi per primi dobbiamo pregare per perseguire quel tipo di pratica coraggiosa che rende possibile l’impossibile».

Shin’ichi continuò a spiegare l’esistenza universale della Legge mistica parlando dell’esempio del Daishonin sui fiori che provengono dall’albero e del fuoco che viene dalla pietra focaia. «Ad esempio, pensate al ciliegio in inverno» disse. «Anche se lo osservate da vicino o lo tagliate in piccoli pezzi, non troverete mai da dove provengono i fiori. Ma quando finalmente ritorna la primavera, sbocceranno innumerevoli fiori. Ancora, non importa quanto guarderete una pietra focaia o in quanti pezzi la farete, non troverete il fuoco. Ma quando la sfregate, verrà fuori la scintilla». Questi fatti, puntualizzò Shin’ichi, illustrano come la Legge mistica, anche se invisibile, pervade l’universo.
«Quello che abbiamo detto finora si può spiegare anche con le nostre esistenze» continuò con enfasi. «Molti membri avevano perso la speranza di raggiungere la felicità nel corso della vita. Ma da quando hanno iniziato a dedicarsi alla fede, hanno cominciato a diventare felici, a sentirsi liberi dalle preoccupazioni senza quasi accorgersene. Abbiamo assistito a tanti di questi casi: sono la prova che la nostra pratica unita a una forte preghiera può rendere possibile l’impossibile nelle nostre vite. Questo è ciò che significa la fede nella Legge mistica. Adesso vi siete resi conto probabilmente che la nostra campagna può solo iniziare con le preghiere unite dei membri di Kansai. Quando tutti i membri pregano il Gohonzon con una sola mente, troveranno una via che si apre davanti a loro, prima o poi, rendendo possibile l’impossibile. Voi membri di Kansai avete questo Gohonzon meraviglioso come punto di partenza della vostra fede. Se non riuscissi a convincervi del suo potere e di conseguenza la campagna fallisse, so per certo che il mio cuore si spezzerebbe di dolore per voi. Ho pregato il Gohonzon con tutta la mia forza, implorando di vincere a qualunque costo». I membri sentirono che le parole appassionate di Shin’ichi sollevavano il loro spirito. Regnava un assoluto silenzio in sala e i massi sepolti nei cuori si sbriciolarono lasciando al loro posto una nuova fiducia. Di momento in momento questa freschezza cambiava lo stato vitale di tutti i responsabili del Kansai. Ben presto tutta l’organizzazione avrebbe preso a muoversi con coordinazione, come un grande organismo vivente. La determinazione di Shin’ichi, che veniva dalla sua profonda preghiera e dai suoi strenui sforzi, era abbastanza forte da far compiere un giro di centottanta gradi nello stato vitale dei responsabili presenti.

(RU, 10, 23-28)

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