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15 gennaio 2026

"La determinazione" - sesta puntata

Nel 2026 celebriamo il settantesimo anniversario della Campagna di Osaka, in cui il maestro Ikeda mostrò come, attraverso una incrollabile fede nel Gohonzon, l'impossibile può trasformarsi in possibile. Pubblichiamo la sesta puntata del volume 10 de "La rivoluzione umana", capitolo "La determinazione"

immagine di copertina

La sera del 4 gennaio, come da programma, tenne una lezione alla settima classe dei candidati per il Dipartimento di studio. Più di duecento persone si erano riunite nella grande sala del piano terreno. L’esame si sarebbe tenuto di lì a undici giorni. I presenti si sforzarono di ascoltare con la massima attenzione, cercando di capire la parte finale dell’Entità della Legge mistica, uno dei Gosho più difficili fra tutti quelli scritti da Nichiren. La sezione iniziava con una frase che afferma: «Domanda: chi nell’Ultimo Giorno della Legge ha percepito l’entità dell’illuminazione?» Shin’ichi esaminò il testo riga per riga spiegando ciascuna parola da tutti i possibili punti di vista. Disse ai suoi ascoltatori che in essenza soltanto loro, discepoli di Nichiren Daishonin, erano in grado di percepire l’entità dell’illuminazione e di conseguire la Buddità. Dopo aver descritto quella condizione di felicità assoluta in modo chiaro, egli concluse che la cosa fondamentale era approfondire la fede negli insegnamenti del Daishonin e la pratica di Nam myoho renge kyo. Subito dopo venne la volta di una sessione di domande e risposte e si levarono molte mani.

Un uomo chiese: «Penso che L’entità della Legge mistica sia un Gosho veramente difficile. Si legge: “Il Gran maestro Tien-t’ai afferma in Grande concentrazione e visione profonda: ‘L’oscurità e le illusioni sono di per sé illuminazione alla natura essenziale dei fenomeni, la natura intrinseca della vita. Ma a causa dell’influenza delle illusioni, l’illuminazione si trasforma in oscurità’.” Non riesco proprio a capire cosa significhi. Non sono in grado di capirlo». Shin’ichi sorrise e annuì: «Quando leggiamo L’entità della Legge mistica e gli altri scritti di Nichiren possiamo comprendere quanto siamo limitati. In precedenza, durante la lezione, ho spiegato perché sia così difficile per tutti noi comprendere il Buddismo del Daishonin. Il motivo è che noi forse abbiamo creduto in altre religioni e abbiamo offeso il Gohonzon nel passato. È per questa ragione che occorre moltissimo tempo per percepire finalmente l’entità dell’illuminazione. La causa dell’ottusità che alberga nella nostra mente risale alle azioni offensive commesse nel passato. Non possiamo certo pretendere che le nostre menti si liberino completamente nello stesso istante in cui noi prendiamo fede nella Legge; tuttavia, dedicandoci sinceramente alla pratica e allo studio, prima che sia passato molto tempo ci renderemo conto del fatto che siamo diventati capaci di comprendere a fondo ogni passo del Gosho. In questo momento ci stiamo in qualche modo aggirando lungo il cammino senza sapere dove andare. Occorre invece continuare a praticare e a studiare sinceramente. Verrà sicuramente il tempo in cui ci sentiremo abbastanza saggi da poter comprendere il Gosho senza difficoltà. Forse, allora, ascoltando le mie parole direte a voi stessi: “Ah, adesso capisco che cosa significa quel passo”, ma io non sono tanto sicuro che riuscirete veramente a capirlo, perché in ciascuno rimane una certa oscurità. In ogni modo, cercherò di spiegare il passo per come le mie modeste conoscenze lo consentono».

Si rivolse quindi alla persona che aveva fatto la domanda. «Probabilmente lei rimane senza parole davanti alla frase “Ma a causa dell’influenza delle illusioni, l’illuminazione si trasforma in oscurità”, non è vero? Noi siamo stupidi e spesso ingannati dalle illusioni. Ma in verità esse sono parte della nostra natura intrinseca. E questo lei pensa che sia strano, vero?» «Sì, sì, è proprio quella la parte strana». La risposta diretta provocò una risata fragorosa fra tutti i presenti, e Shin’ichi lasciò che lo slancio di buonumore si calmasse. «In Grande concentrazione e visione profonda di T’ien-t’ai vi è un passo molto noto che afferma: “L’emergere di tutte le cose è la manifestazione della loro intrinseca natura, e la loro estinzione è il ritiro di tale natura nello stato di latenza”. In termini semplici, la natura intrinseca significa la nostra vita in un singolo istante, in altre parole la natura fondamentale della Legge. Penso che sia più facile capirlo in questo modo. Da un punto di vista teorico l’espressione natura intrinseca si riferisce alla vita stessa. L’illusione indica i nove mondi.

La frase dice che l’essenza dell’illusione è la natura illuminata della Legge. In sostanza, significa che anche l’ignoranza ha la sua origine nella Legge mistica, ovvero nella propria vita». Gli ascoltatori si sentivano sempre più accalorati e elettrizzati da una energia che scorreva loro nel corpo, man mano che Shin’ichi procedeva. La fede, che in loro stava nascendo, sembrava averli portati alla più bella lezione di Gosho che avessero mai ascoltato. «Che cosa trasforma l’illuminazione in ignoranza? Le illusioni. Una vita di illusioni è impura, mentre una libera dalle illusioni è pura. Quando prevale la natura impura, l’illuminazione si trasforma in oscurità. Il Daishonin aveva compreso perfettamente questo fatto. Proprio per questa ragione ha lasciato a noi il Gohonzon nell’Ultimo Giorno della Legge e ci ha insegnato che attraverso la preghiera al Gohonzon possiamo purificare completamente la nostra natura contaminata, ogni volta. È questo il motivo per cui la fede è essenziale per la vita umana e dobbiamo coltivarla con sincerità. Facendo così, vedremo le nostre menti chiarirsi e liberarsi gradualmente; tutte le cose andranno proprio come desideriamo e, senza accorgercene, ci incammineremo lungo la via della vera felicità. Può darsi che io non sia stato perfettamente esauriente, ma spero che abbiate capito qualcosa di questo passo. Vi prego di continuare a praticare fino al punto in cui vi sentirete completamente padroni del suo significato».

Altre domande seguirono in rapida successione. Sebbene fosse giunto il momento di chiudere la riunione, i presenti non volevano lasciare andare Shin’ichi. Egli quindi spiegò che non poteva rispondere ad altre domande perché doveva partecipare a una riunione dei responsabili di gruppo della Divisione giovani, che erano già riuniti nella sala al piano superiore. Notando il disappunto sul volto dei presenti, promise che avrebbe tenuto un’altra sessione di domande e risposte il 14 gennaio, il giorno precedente la data fissata per gli esami. La maggioranza dei responsabili di gruppo della Divisione giovani erano ragazzi e ragazze che praticavano da meno di un anno. Come se intendesse porre ciascuno al centro dell’attenzione, Shin’ichi li consigliò su diversi argomenti della vita che stavano ostacolando la loro pratica di fede. La maggior parte dei problemi erano di natura generale e preoccupavano più o meno tutti quanti. Ma in alcuni casi si trattava di questioni personali particolari e difficili da sconfiggere. Cercò di dare tutto se stesso per consigliare accuratamente le persone mettendosi nei loro panni, deciso a che nessuno di loro lasciasse la riunione senza sentirsi sollevato e pronto a una nuova partenza. Shin’ichi si sentiva affaticato come gli capitava sempre quando teneva riunioni di questo genere. Parlò con i responsabili di gruppo in assoluta sincerità, perché sapeva fin troppo bene che solo la sincerità poteva far sì che i germogli scaturissero nella vita delle persone. Dopo la riunione andò in una stanza accanto e si distese per riposare. Era deciso a guidare accuratamente ciascuno dei membri di Kansai, perché sapeva che questa sarebbe stata la chiave per tutta la campagna. Più era difficile lo scopo da realizzare, più sarebbe stato necessario che ogni persona si sentisse traboccare di gioia e si sforzasse attivamente di contribuire all’obiettivo. Era un requisito essenziale e lui non sarebbe mai stato soddisfatto a meno che i membri di tutta la regione si fossero alzati sulla base della fede. Per far sì che ciò accadesse doveva dedicarsi con tutte le sue energie a sviluppare la fede di ogni singola persona. Era deciso a farlo fino a quando il tempo e le forze fisiche glielo avrebbero permesso. Avrebbe incontrato il maggior numero possibile di persone cercando di conoscerle direttamente e di conoscere i loro problemi, così da fare di tutto per incoraggiarle nella fede.

(RU, 10, 19-23)

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