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10 gennaio 2026

"La determinazione" - quarta puntata

Nel 2026 celebriamo il settantesimo anniversario della Campagna di Osaka, in cui il maestro Ikeda mostrò come, attraverso una incrollabile fede nel Gohonzon, l'impossibile può trasformarsi in possibile. Pubblichiamo la quarta puntata del volume 10 de "La rivoluzione umana", capitolo "La determinazione".

immagine di copertina

La sera del 14 ottobre pioveva, Shin’ichi era a casa e si stava spremendo il cervello pensando e ripensando ai piani della campagna, quando all’improvviso giunse Seiichiro Haruki. Questi era sconcertato dal fatto che gli fosse stato proposto di candidarsi alle elezioni. Agli occhi di Shin’ichi il famoso lanciatore di qualche anno prima appariva veramente mortificato. «Mi sento in un vicolo cieco» disse Haruki con il suo accento di Kansai. «Non ho la minima idea di cosa fare». «Noi tutti abbiamo una missione da compiere in questo mondo» lo incoraggiò Shin’ichi. «Dobbiamo tenere questo bene a mente e fare tutto ciò che possiamo». Haruki rimase con il volto teso. «Nessuno può dire come andrà a finire la battaglia finché non ci si lancia nella lotta» disse Shin’ichi osservando di nuovo l’amico. «Questa è la mia battaglia di esordio. E anche per te, Sei, sarà la prima. Siamo entrambi destinati ad affrontare questa campagna. So che non sarà un compito facile, ma il nostro presidente ci ha chiesto di farlo. Non credi che questa sia una ragione più che sufficiente?» «Fin troppo» rispose Haruki. «Ma io non ho proprio idea di che cosa fare». Per la prima volta da quando era arrivato aveva alzato lo sguardo e aveva sorriso a Shin’ichi. «Non credevo che un lanciatore dal braccio così forte si lasciasse spaventare da un’elezione» disse Shin’ichi anch’egli sorridendo. «Usiamo il nostro coraggio e facciamo tutto ciò che possiamo».

Haruki rispose: «Questa volta il mio coraggio sembra proprio non voler venir fuori. Verrebbe se mi trovassi al centro del campo pronto a lanciare la mia prima palla, ma il fatto di essere un candidato è tutt’altra cosa rispetto all’essere un giocatore di baseball». «Lo so bene. È proprio per questo che ti ho detto che questa sarà la nostra battaglia di esordio. Come afferma il Gosho, i discepoli di Nichiren non dovrebbero essere codardi. Rassegnati Sei, affida tutto al Gohonzon. Dobbiamo soltanto pregare, pregare e avanzare». «D’accordo, forse sono nato codardo» mormorò Haruki a se stesso col volto serio. A quel punto Shin’ichi non riuscì a trattenere una risata. «Un codardo alla prima battaglia» disse divertito. «Potrebbe venirne fuori uno splendido cartone animato». A quel punto anche Haruki scoppiò in una risata e si grattò la testa con timidezza.

Si accinsero immediatamente a fare ciò che avevano appena detto: si inchinarono davanti al Gohonzon e fecero Gongyo pregando a lungo. Haruki rimase fin dopo mezzanotte. Dopo averlo salutato Shin’ichi aprì il Gosho e cominciò uno studio lungo e accurato. Comprendeva fin troppo chiaramente il motivo per cui Haruki aveva esitato. Anche a lui sarebbe piaciuto poter andare da qualcuno a lamentarsi e a esprimergli le proprie paure, ma non poteva. Secondo le statistiche era possibile che i tre candidati della circoscrizione nazionale e quello di Tokyo riuscissero a essere eletti. D’altra parte era chiaro come il sole che Haruki non aveva la minima possibilità. Tuttavia il cuore di Shin’ichi ardeva della fiera determinazione di non fallire l’obiettivo dell’elezione di Haruki. Non poteva permettersi di perdere la campagna per due ragioni. Prima di tutto la sconfitta avrebbe ostacolato i piani del presidente Toda. In secondo luogo, Shin’ichi avrebbe perso la sua prima battaglia su ampia scala per kosen-rufu. Sarebbe stata una sconfitta tremenda nella sua vita, che fino a quel momento era stata dedicata a una missione suprema. Sentiva di dover vincere a tutti i costi. Se questa campagna, la prima di cui si trovava a essere responsabile, si fosse conclusa con un successo, sarebbe diventata la sorgente da cui avrebbero poi tratto forza tutte le sue future iniziative. Se il principio della coerenza dall’inizio alla fine era vero, allora non c’era alternativa al fatto di ottenere la vittoria. In quel momento non ne era consapevole, ma in seguito avrebbe compreso che quella rappresentò la campagna che dimostrò le sue capacità, la battaglia che decise il corso della sua vita. Shin’ichi era pronto ad affrontare qualunque difficoltà pur di conseguire lo scopo. Si era alzato da solo.

Undici giorni dopo, la sera del 25 ottobre si tenne una riunione del Suiko kai. In quella occasione Josei Toda rivelò per la prima volta ai giovani i nomi delle cinque persone proposte dalla Soka Gakkai per le elezioni della Camera dei consiglieri del 1956. Essi erano Koichi Harayama, responsabile del Dipartimento di statistica, Katsu Kiyohara, responsabile del Dipartimento dei consigli personali, Hisao Seki, responsabile della Divisione giovani, Seiichiro Haruki, responsabile del capitolo di Osaka e Shunzo Jujo, consigliere della Divisione culturale. Jujo in precedenza era stato un membro della Camera dei pari, ma gli altri quattro non avevano la minima esperienza di politica. I giovani rimasero sorpresi nel conoscere i cinque nomi: si trattava di responsabili anziani che conoscevano piuttosto bene. Toda aveva spesso parlato loro della sua visione di kosen-rufu nel futuro. Ogni volta che era capitata l’occasione aveva manifestato l’opinione che le attività politiche dovessero essere parte del movimento di kosen-rufu. Aveva inoltre chiarito che era sua intenzione formare degli statisti di un tipo che non era mai esistito in precedenza. I giovani tuttavia non si erano certo aspettati che quel momento sarebbe arrivato così presto. Si erano sentiti certi che egli parlasse di un futuro piuttosto distante. Dapprima l’organizzazione avrebbe dovuto fare eleggere dei rappresentanti nelle amministrazioni locali in tutto il paese, proprio come era stato fatto l’anno precedente, e così si sarebbe dovuto continuare per un certo numero di anni. In questo modo si potevano formare membri delle assemblee municipali metropolitane e delle prefetture. Poi, una volta che le persone fossero state sufficientemente esperte e addestrate, qualcuno di loro poteva essere scelto per concorrere al parlamento nazionale. Ma ecco venire annunciati d’improvviso i cinque candidati per la dieta.

(RU, 10, 11-14)

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