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20 gennaio 2026

"La determinazione" - ottava puntata

Nel 2026 celebriamo il settantesimo anniversario della Campagna di Osaka, in cui il maestro Ikeda mostrò come, attraverso una incrollabile fede nel Gohonzon, l'impossibile può trasformarsi in possibile. Pubblichiamo l'ottava puntata del volume 10 de "La rivoluzione umana", capitolo "La determinazione"

immagine di copertina

Continuò: «Prendetevi cura di tutti i membri che vi hanno dato fiducia. Tutti quelli che abbracciano il Gohonzon e recitano Nam-myo-ho-renge-kyo nell’ultimo Giorno della Legge sono i figli preziosi di Nichiren Daishonin. Non maltrattateli e non sminuiteli mai. Incontrateli e ascoltate ciò che hanno da dire e poi parlate loro con sincerità e con gentilezza, fino a che non sono del tutto convinti che perseverando nella fede possono risolvere tutti i problemi che li angosciano. Insegnate che la chiave di tutto è rafforzare la fede e insegnare agli altri a fare lo stesso. Oggi, mattina e pomeriggio, ho incontrato e parlato con tante persone, dando consigli al meglio delle mie capacità. Queste persone sono le fondamenta su cui svilupperemo la nostra campagna, l’organizzazione della Soka Gakkai, il movimento di kosen-rufu. Sono il punto di partenza di tutto ciò che faremo. Stasera ascoltate le mie parole come terra riarsa che assorbe l’acqua. Però prima di tutto voglio dare consigli nella fede, come ho dato a voi stasera, a tutti i membri dell’area di Kansai. Senza i vostri sforzi non ci si può aspettare alcun successo, ma non voglio che abbiate fretta nell’avvisare i membri della campagna di luglio. Quello che vi chiedo, come responsabili di Kansai, è di avere considerazione e dare consigli nella fede a tutti. Inoltre vi ricordo che l’appuntamento per gli esami di studio è fra dieci giorni. Pertanto assicuratevi che tutti i candidati studino con diligenza e superino l’esame. Prendendovi cura dello studio, date un grande esempio nella fede. Ho già dei programmi per il periodo successivo agli esami. Quando dicevo di rendere possibile l’impossibile, non intendevo dire che avevo pensato a qualche idea astratta. La cosa importante è portare avanti una pratica stabile, senza fare errori. Dobbiamo sviluppare costantemente la nostra fede, senza risparmiare i nostri sforzi nemmeno per un momento. Dobbiamo aderire alla nostra pratica fino alla fine, basandoci sempre su una fervente preghiera. Vi rispetto tutti dal profondo del cuore: magari state pensando che sto esagerando, ma tengo moltissimo ai membri di Kansai. Credetemi. Mi si spezza il cuore al pensiero di quanto soffrirebbero i membri di Kansai se si perdesse la campagna elettorale. La mia determinazione non cederà mai, vincerò senza dubbio, sempre e solo per il vostro bene. Da oggi potrei farvi richieste apparentemente impossibili, ma ricordatevi che né io né voi avremo rimpianti dopo».

Le parole di Shin’ichi avevano convinto i responsabili che furono completamente d’accordo con lui.
Si era impegnato molto per dare loro un’idea chiara di quello che avrebbero dovuto fare e aveva spiegato ogni punto sotto vari punti di vista. Per la prima volta si erano resi conto che quei consigli severi ma calorosi erano ciò che avevano sempre aspettato. Erano consigli degni del loro nome. Eppure, non avevano ancora ben chiaro che erano sincronizzati con il motore a un milione di volt di Shin’ichi perché non avevano ancora messo in moto il loro.
Shin’ichi si deterse il sudore dalla fronte. La stanza era fredda per il gelo di una serata invernale, ma anche i responsabili sudavano. Gli occhi rimasero fissi su Shin’ichi il quale, notando la loro intensa concentrazione, ne fu felice. Diede un’occhiata all’orologio; aveva ancora del tempo. «La nostra campagna inizierà con le forti preghiere di tutti i membri di Kansai», riassunse «ma sono sufficienti le preghiere con un solo scopo per quanto ferventi? No, non lo sono. Ascoltate attentamente, perché non voglio essere mal interpretato. Pregare è solamente il primo passo. Il secondo è usare la migliore strategia e l’azione più efficace. Senza questa seconda parte non riusciremo mai ad acquisire la spinta per vincere. I due aspetti da soli non sono sufficienti. Solo quando entrambi sono perfettamente in armonia riusciremo a trasformare l’impossibile in possibile e solo allora la vittoria sarà nostra. Ne sono convintissimo. Che cosa porta l’armonia? La fede. Per questo continuo a sottolineare che la fede è la base di qualsiasi cosa. Capite? Ho parlato di migliore strategia e di azione efficace. Da qui potreste pensare alle campagne condotte da altri oppure potreste essere tentati di adottare le stesse tattiche, ma sarebbe fatale. «Nichiren, in una lettera indirizzata a Shijo Kingo dice: “Usa la strategia del Sutra del Loto prima di ogni altra”. Egli ci insegna la strategia del Sutra del Loto, cioè pianificare e agire basandosi sulla fede; questo metodo è superiore a tutti. Solo la strategia garantisce l’azione più efficace. Non è necessario sprecare energie agitandosi senza uno scopo. Le situazioni cambiano continuamente e dobbiamo essere in grado di vederle prima degli altri per prendere le misure appropriate. Solo la fede rende questo possibile. Solo di recente ho capito che il Sutra del Loto contiene il concentrato della strategia di un generale. E solo quando questi due fattori si sommano in perfetta armonia “tutti i tuoi nemici saranno annientati”, come riferisce il Gosho. I nostri piani e le azioni non devono essere secondi a nessuno, ma non agite mai contro la legge. Questo ci danneggerebbe solamente. Condurremo una campagna alla luce del sole e completamente trasparente. È chiaro?»
«Sì, chiarissimo» risposero tutti, annuendo profondamente. Nei loro cuori gridavano: “andiamo, lottiamo con tutta la nostra forza”.

Shin’ichi guardò ancora una volta l’orologio. Aveva ancora qualche minuto e per calmarli un po’ suggerì di intonare una canzone popolare. Quando il gruppo iniziò a cantare, danzò sulla melodia. «Questa è la grande battaglia di Kansai, chi vuole danzarla?» Trasportato dall’entusiasmo, un uomo corse e iniziò a ballare, ma era completamente fuori ritmo ed era così divertente che tutti scoppiarono in una fragorosa risata. Shin’ichi, ridendo, suggerì che qualcun altro provasse. Arrivò un altro volontario, ma era talmente concentrato sulle posizioni da assumere, che perse completamente il ritmo della canzone e danzava rigido e goffo come una marionetta. Poi seguirono una terza e una quarta persona che fecero sempre ridere a crepapelle chi li stava a guardare. Shin’ichi guardò l’orologio per la terza volta e continuò a ballare con un leggero equilibrio di pause e movimento che esprimeva la grande ricchezza di ciò che sentiva. «Condurremo questa campagna come questa danza e quando avremo vinto, celebreremo la vittoria danzando questa canzone, che ne pensate?»
Tutti i membri furono colpiti dal fatto che Shin’ichi era determinato a condividere le sofferenze e le gioie con i membri del Kansai fino alla fine. Il tempo era finito. «Mi spiace, ma devo rientrare a Tokyo stasera» disse. «Per favore salutate tutti i membri che non ho potuto incontrare stasera. Vi chiedo di nuovo di avere cura di tutti i membri di Kansai e di dare consigli nella fede, ci rivedremo presto». Si inchinò verso i responsabili con riguardo e se ne andò. La sua compassione e il suo spirito erano quasi tangibili nella sala.

Shin’ichi corse alla stazione di Osaka e salì veloce le scale che portavano al binario. Fece appena in tempo a prendere l’espresso Chiaro di Luna delle 22.00, con la campanella che suonava per annunciare la partenza. C’è qualcosa di magico in un viaggio notturno in treno. Seduto, Shin’ichi riflettè su quanto era accaduto durante la sua permanenza di due giorni a Osaka. Si sentì soddisfatto percependo che aveva realizzato l’obiettivo programmato. La fronte scottava – aveva un po’ di febbre. Alcuni passeggeri parlavano, altri leggevano, altri dormivano. Un odore di alcol veniva dall’uomo che dormiva seduto di fronte a lui. Infastidito dal russare, Shin’ichi non riusciva a riposare, così prese qualche cartolina dalla sua valigetta, attento a non fare rumore. Iniziò a scrivere parole di incoraggiamento per quei responsabili di Kansai cui teneva maggiormente. Così facendo, passò in rassegna tutti i loro volti. Il treno accelerò e il costante sferragliare rimbombava nella notte portando Shin’ichi verso Tokyo. Ci sarebbe stata una riunione degli staff al Quartier Generale alle undici del mattino seguente. Shini’ichi avrebbe incontrato Toda, dopo tre giorni che non lo vedeva. Sul vetro del finestrino, vide il volto del maestro sovrapposto al suo, come in uno specchio.

(RU, 10, 28-33)

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