Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione · Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione ·Il Nuovo Rinascimento · Rivista della Soka Gakkai Italiana dal 1982 ·

948  | 
24 gennaio 2026

"La determinazione" - decima puntata

Nel 2026 celebriamo il settantesimo anniversario della Campagna di Osaka, in cui il maestro Ikeda mostrò come, attraverso una incrollabile fede nel Gohonzon, l'impossibile può trasformarsi in possibile. Pubblichiamo la decima puntata del volume 10 de "La rivoluzione umana", capitolo "La determinazione"

immagine di copertina

Il 16 e il 17 gennaio furono i giorni in cui Toda tenne per la prima volta una lezione a Kansai. Shin’ichi Yamamoto era partito per Osaka a mezzogiorno e mezzo del 14 sul Colomba. Avrebbe dovuto tenere la riunione di domande e risposte che aveva promesso ai candidati del Dipartimento di studio. Quando giunse al centro di Kansai era già sera. Si recò immediatamente alla riunione. Dato che l’esame era fissato per il giorno seguente, i partecipanti lo sommersero letteralmente di domande. E tanto più sincere e serie erano le domande, tanto più Shin’ichi si dovette sforzare per dare risposte esaurienti. La sessione di domande e risposte proseguì ben oltre le 23.00. Shin’ichi poi fece Gongyo e stava per andare a dormire quando improvvisamente sentì un forte dolore nel lato sinistro del petto. Non aveva mai provato un dolore simile in precedenza: si distese e cercò di sopportarlo per quanto possibile. Ma non riuscì a dormire a lungo. Quel dolore era forse causato dal freddo, si chiese, o dipendeva da qualche offesa che aveva commesso? Al mattino, uno dei membri presenti suggerì a Shin’ichi che la miglior cura per un dolore di quel tipo era riscaldare il corpo. Shin’ichi ascoltò il suggerimento e, accompagnato da altre persone, si recò a uno stabilimento termale che apriva già dal mattino. Fu una camminata piacevole. Il gruppo di amici chiacchierò amichevolmente mentre gli zoccoli di legno facevano rumore sul pavimento. Shin’ichi avrebbe sempre ricordato con piacere quel mattino.

La prima fase degli esami per il Dipartimento di studio, un test scritto, cominciò alle 13.00 in una scuola media nei pressi del centro culturale. Agli esami erano iscritte quattrocentoventitré persone che erano giunte da tutte le zone di Kansai. Lavorarono assiduamente per tutte le tre ore concesse per la prova. Shin’ichi era sinceramente commosso nel vedere quanto profondamente lo spirito di ricerca avesse messo radici nella regione di Kansai. Rimase molto colpito dalla vista di tante persone comuni intente ad affrontare i profondi significati della filosofia buddista. Nello stesso tempo comprese che in quel momento le sue lezioni venivano messe alla prova. Consapevole della sua responsabilità come istruttore, pregò con tutta sincerità che il maggior numero possibile di candidati riuscisse a passare l’esame. Quando fece ritorno al centro culturale, poco dopo le 16.00, venne a sapere che era in corso una riunione di segreteria. Si trattava di una riunione dei membri del gruppo di statistica riuniti da vari settori. Deciso a incontrare e a parlare con tutte le persone che poteva e a infondere in esse lo spirito della fede, Shin’ichi non volle trascurare quell’occasione e corse nella sala. Proprio come Shin’ichi aveva pensato, la maggioranza delle persone riunite non lo conosceva. Parlò con ciascuno direttamente, scambiando di tanto in tanto alcune parole relative ad argomenti personali e giungendo a sottolineare l’importanza del Dipartimento di statistica. Al fine di avere un’organizzazione veramente attiva e vitale i responsabili devono parlare fra loro e con ciascuno dei propri membri in tutta sincerità, altrimenti l’organizzazione fallirà i propri obiettivi e finirà per inaridirsi.

Shin’ichi sapeva molto bene quanto il lavoro del dipartimento fosse invisibile, complicato e snervante e come, per quanto ponesse moltissimi problemi, venisse poco apprezzato dalle altre persone. Proprio assumendosi questo genere di compiti ingrati, disse alle segretarie presenti, una persona poteva accumulare benefici invisibili. Per quanto i loro sforzi non risultassero evidenti, tutti stavano comunque compiendo uno dei compiti essenziali sul cammino di kosen-rufu. Da questo conseguiva che le loro azioni non solo erano ampiamente riconosciute dal Gohonzon, ma che si sarebbero anche trasformate in ricompense visibili. Il Buddismo non sarebbe tale se questo non accadesse. «Vi prego di essere convinte di ciò» disse Shin’ichi in conclusione «e continuate a fare del vostro meglio in questo compito, prendendovi comunque la massima cura della vostra salute». I volti delle segretarie brillarono come se un nuovo senso di missione fosse stato instillato in loro e rimasero tutte meravigliate per come questo giovane sembrava conoscere le cose del mondo, nonostante l’età. Com’era sensibile! Applaudirono ed ebbero un moto di sollievo. Shin’ichi successivamente andò a una riunione di responsabili centrali. Cominciò col chiedere come avessero trascorso la prima metà del mese. Nel corso della sua precedente visita aveva suggerito a tutti che si incontrassero e parlassero con ciascuno dei loro membri dando consigli accurati e voleva quindi sapere in quale misura il suo piano fosse stato attuato. Dalle risposte dei responsabili comprese che fino a quel punto era stato conseguito un moderato successo. Il giorno seguente, osservando il modo in cui i membri della zona avrebbero risposto alla lezione di Josei Toda, ne avrebbe potuto stimare l’entità. Insieme ai responsabili Shin’ichi proseguì pianificando accuratamente la visita di Toda. Tutto sarebbe dovuto filare perfettamente. Com’era la situazione in merito al materiale di studio? Immaginava che tutti i partecipanti che avrebbero seguito la lezione dell’indomani non disponessero di una propria copia del Gosho e quindi chiese che venissero preparate diverse migliaia di copie della sezione del testo relativa. Lavorò fino a tarda notte prendendosi a cuore i più piccoli dettagli, deciso a far sì che Toda fosse in grado di realizzare lo scopo della sua visita nelle migliori condizioni possibili. I responsabili di Kansai sgranarono gli occhi per lo stupore osservando il modo in cui curava ogni dettaglio e si resero conto per la prima volta di quale dovesse essere l’atteggiamento di un discepolo che incontrava il maestro.

Il 16 gennaio la gente cominciò ad arrivare alla sala centrale di Nakanoshima fin dalle 8.00, quasi dieci ore prima dell’orario d’inizio della lezione fissato, per le 18.30. Quasi duecento persone si erano riunite verso mezzogiorno. Alcune erano giunte da Okayama e si erano portate tutti e tre i pasti della giornata. Altri invece si erano trattenuti per la notte a Osaka. Molti responsabili di gruppo avevano accompagnato i membri e alcuni erano giunti addirittura con le proprie famiglie. I membri di Kyoto arrivarono con alcuni pullman a noleggio.
A un certo punto, sebbene mancasse ancora molto tempo all’inizio della lezione, vi erano davanti alla sala così tante persone che fu deciso di lasciarle accomodare. In pochi minuti l’edificio fu riempito da circa seimila partecipanti, mentre più di altri mille, quelli arrivati più tardi, si disposero all’esterno mostrando di non avere intenzione di andarsene. Fu quindi allestito un sistema di amplificazione in tutta fretta, di modo che le persone rimaste al di fuori della sala potessero almeno seguire la lezione. Nel pieno dell’inverno le notti sono molto fredde nel Kansai, proprio come a Tokyo, più a nord. Le persone al di fuori della sala si tiravano su il bavero del cappotto e legavano le sciarpe intorno al collo cercando di ascoltare la lezione fino alla fine. Quando Shin’ichi venne a sapere che le persone avevano cominciato a riunirsi già prima di mezzogiorno si sentì rincuorato; la cosa gli permise di comprendere l’entusiasmo e la sincerità che manifestavano i membri della zona nell’accogliere il loro presidente. Insieme a Seiichiro Haruki si recò all’aeroporto di Itami per incontrare Toda per la prima volta dopo diversi giorni. Dato che era stato molto preoccupato in merito alle condizioni del presidente e aveva temuto che fosse affaticato per il troppo lavoro, fu veramente felice di vedere Toda di ottimo umore. Sentì svanire rapidamente la fatica e la tensione che si erano andate accumulando sin dal giorno prima.

(RU, 10, 36-41)

©ilnuovorinascimento.org – diritti riservati, riproduzione riservata