“L’umanità deve prevalere”: questo il tema centrale attorno al quale si sviluppano i panel, tra cui quello in apertura intitolato “La fede e il futuro dell’umanità nell’era dell’intelligenza artificiale e delle armi nucleari”, a cui hanno partecipato i leader di diverse tradizioni religiose. Tra questi, anche Yoshiyuki Nagaoka, direttore esecutivo del dipartimento delle relazioni esterne della Soka Gakkai e direttore dell’Ikeda Center for peace. Nel suo discorso ha affermato: «Il rapido sviluppo della scienza è guidato dal desiderio dell’essere umano di ridurre il dolore. Certamente è uno scopo condivisibile, tuttavia limitarsi solo a questo genera delle conseguenze non solo positive».

In relazione a ciò Nagaoka ha citato la Proposta di pace del 2004 di Daisaku Ikeda, in cui parla della cosiddetta “società senza dolore”: una società in cui il voler evitare a tutti i costi il dolore porta a una desensibilizzazione non solo verso il proprio dolore ma anche verso quello degli altri. Ed è proprio questo il tipo di atteggiamento, ha chiarito Ikeda nella Proposta di pace e Nagaoka durante il panel, che porta a una politica squilibrata e autocelebrativa, davanti alla quale serve una risposta diversa: «Dobbiamo operare una trasformazione dentro noi stessi. Perché partendo dalla trasformazione interiore, anche la comunità, una nazione e alla fine l’intera umanità possono operare questa trasformazione». Come possiamo riuscirci? «Con la forza della convinzione – ha affermato Nagaoka – Si tratta di una battaglia interiore tra due cuori: uno dice “No, non lo posso fare”; l’altro dice “Sì, ce la posso fare”». Nagaoka ha concluso parlando dell’importanza che l’educazione e l’immaginazione rivestono nel percorso verso la pace.
Tema, quello dell’immaginazione, che è stato sottolineato con enfasi anche dal Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, che nel panel intitolato “Intelligenza artificiale, democrazia e rivoluzione economica: verso un nuovo ordine mondiale” ha affermato: «L’essere umano è una creatura in grado di risolvere i problemi. Bisogna usare l’immaginazione degli esseri umani per risolvere i problemi. Il vero potere è l’immaginazione. È il potere più grande che ha l’ essere umano. Non siate realistici, questa cosa vi limita l’immaginazione vi apre i confini».

La giornata ha visto anche lo svolgersi di un confronto tra “le opinioni dei giovani sull’intelligenza artificiale e sulle minacce nucleari”. Durante questo panel è intervenuto anche Carlo Abrate in qualità di esperto di intelligenza artificiale: «Non possiamo accettare che, a causa dei limiti del passato, rinunciamo alla speranza di costruire un futuro migliore. Nella nostra società odierna accettiamo le minacce alla vita umana come un quadro praticabile per la sicurezza, senza confrontarci con il paradosso che le è insito: costruiamo la nostra sicurezza a spese degli altri, e quindi sulla minaccia e sull’insicurezza degli altri».
E, approfondendo il tema dello sviluppo tecnologico come progetto sociale, ha concluso: «In qualità di ricercatore nel campo dell’IA, trovo affascinante il problema della sicurezza e dell’allineamento dell’IA[1]. Ma l’allineamento solleva una questione ancora più profonda: al di là del problema tecnico di allineare l’IA ai valori umani, ci troviamo di fronte a un grande problema sociale: a quali valori umani ancoriamo l’IA? Abbiamo quindi un’opportunità straordinaria: utilizzare lo sconvolgimento generato dall’IA per realizzare una profonda trasformazione della società, a partire dalla nostra stessa rivoluzione umana».
Carlo ha infine invitato quanti ancora non avessero avuto l’occasione a vedere la mostra Senzatomica allestita per l’occasione presso il Borgo Laudato Sì in una versione compact, arricchita dell’esperienza dei visori e delle testimonianze degli hibakusha, i sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki.


Foto di Simone Giara per Senzatomica
[1] L'allineamento dell’intelligenza artificiale (IA) mira a orientare i sistemi di IA verso obiettivi, preferenze o princìpi etici indicati da una persona o da un gruppo.
