Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

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6 ottobre 2026

Due eventi al Centro culturale di Napoli

Dialogo interreligioso Aria al Centro culturale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai di Napoli, che ha anche aperto le porte ai visitatori in collaborazione con l’associazione no profit Open House

immagine di copertina

Sotto il soffitto affrescato, una boccia di vetro, apparentemente vuota, è piena dell’impalpabile elemento protagonista dell’incontro “L’aria che respiriamo. I cieli sopra e dentro di noi. Dialogo e testimonianze di come ogni azione fa il cambiamento”.
Il pomeriggio, moderato da Michela D’Isanto, è stato introdotto nelle sue varie parti dalla musica di Francesco Scelzo alla chitarra e di Enrico Valanzuolo alla tromba (Scenari Sonori). Dopo il saluto di Clara Brai dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, è stata Letizia Tomassone, pastora della Chiesa Valdese, a introdurre l’incontro: «Siamo tutti collegati dall’elemento aria e crediamo profondamente nella possibilità di un dialogo interreligioso che faccia avanzare attivamente le reti di pace. L’aria che respiriamo, però, può essere anche molto avvelenata, per questo bisogna trovare azioni comuni per difendere il creato, impegnandoci anche al di là di questi momenti di condivisione spirituale». 

Thalassia Giaccone del Circolo “Laudato sì” di Napoli ha poi ricordato come il primo atto della nostra vita sia inspirare l’aria e l’ultimo espirarla: «L’aria non è solo nostra ma proviene da altri, piante, persone e cieli: permea tutto e non conosce nazioni, classi sociali o appartenenze: siamo immersi in questo elemento che ci interconnette. Nessuno può dirsi davvero sicuro dentro il mondo che si ammala: l’aria ci insegna che la vita è fatta di legami invisibili, ma reali». 
Per Pawel Gajewski, rappresentante della Chiesa Valdese e Metodista «tutto è respiro: l’aria senza rumore entra in noi e ci ricorda che la vita non nasce soltanto dalla nostra volontà ma prima; il creatore ci visita con questo soffio leggero che è lo spirito originario. Inspirando misericordia ed espirando rancore, il divino si rivela nell’umano».  

Per la Chiesa Luterana era presente la pastora Elisa Schneider: «Nel racconto della Bibbia l’energia vitale non arriva come un sobrio soffio ma come un rombo. È importante che questo spirito si faccia sentire con forza nelle nostre comunità, ci trascini fuori dalla comfort zone e ci risvegli da illusioni, cautele e dubbi». Dal suo giardino, Schneider aveva portato un melograno che ha passato, con la parola, a Serena Delli Scalzi (Soka Gakkai). «Nel Buddismo di Nichiren, il principio di esho funi indica l’inseparabilità tra la vita individuale e l’ambiente circostante. Anche se percepiamo ciò che ci circonda come se fosse separato da noi, in realtà la vita individuale è tutt’uno con l’Universo. In un passaggio del Sutra del Loto l’aria diventa l’elemento caratterizzante di una delle scene più significative: dal profondo della terra emerge una torre adorna di tesori, che si innalza e resta sospesa nell’aria. Spazio aperto, l’aria è la metafora della vita condivisa con tutta l’umanità». Adriana Rodolico del Movimento dei Focolari continua la metafora ma dal punto di vista del Cantico dei cantici di San Francesco. «Dobbiamo nutrire la speranza – ha detto - non come ingenuo ottimismo ma forza d’azione per uscire dalle nostre case-rifugio e vivere la prossimità dell’incontro con l’altro quando la realtà ci toglie l’aria».  


Per il terzo anno consecutivo, l’appartamento storico che ospita il Centro culturale di Napoli ha aperto le sue porte ai visitatori, in collaborazione con l’associazione no profit Open House. Ad accogliere il pubblico e ad accompagnarlo alla scoperta degli ambienti dell’antico appartamento nobiliare sono state Anna e Michela, due preparatissime guide, un’artista e una letterata, che hanno illustrato con passione gli affreschi e le decorazioni barocche del Palazzo. Nel corso della visita non sono mancate le domande e le curiosità sulla nostra pratica buddista, alle quali hanno fatto seguito interessanti momenti di dialogo. Durante la mattinata sono stati accolti settantatré visitatori. Un’esperienza semplice e significativa, che ancora una volta ha permesso al Centro culturale di aprirsi alla città e di diventare un luogo di incontro e dialogo. 

Foto dell'articolo di Emanuela Di Guglielmo

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