Care amiche e cari amici, autorità istituzionali e religiose,
desidero rivolgere a tutti voi un sentito ringraziamento per la vostra presenza in questa occasione così significativa nella quale celebriamo il decimo anniversario dell’Intesa tra l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e lo Stato.
Consentitemi di rivolgere anzitutto un particolare ringraziamento al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il messaggio che ha voluto inviarci.
Le sue parole rappresentano per noi motivo di grande orgoglio e di profonda emozione.
Un sentito ringraziamento va al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per la sua presenza e per averci accolto in questa prestigiosa sala, simbolo della nostra Capitale e luogo di alto valore istituzionale.
Rivolgo inoltre il mio più cordiale saluto e un sincero ringraziamento alla Vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno e al Senatore Lucio Malan.
Esprimo infine la più sincera gratitudine al Presidente della Soka Gakkai, Minoru Harada, per il caloroso messaggio che ci ha voluto rivolgere in occasione di questo importante anniversario.
La partecipazione di tutti voi conferisce a questo momento un significato che va oltre la ricorrenza istituzionale. Essa testimonia la convinzione che la cura del dialogo e dell’amicizia è alla base di ogni relazione umana, è un valore universale.
Dieci anni fa, con l’entrata in vigore dell’Intesa, lo Stato italiano ha riconosciuto formalmente il percorso di una comunità buddista già profondamente radicata nel nostro Paese. Ma quel riconoscimento non ha rappresentato soltanto un punto di arrivo. L’Intesa ha rafforzato la consapevolezza della nostra responsabilità nel contribuire, insieme alle istituzioni e alla società civile, alla costruzione del bene comune.
Il 25 giugno scorso, qui a Roma, all’Auditorium dell’Ara Pacis, i leader delle diverse fedi presenti nel nostro Paese si sono riuniti per sottoscrivere il Patto "La via italiana del dialogo interreligioso”.
Dopo la firma del documento, i rappresentanti delle religioni sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Quell’incontro al Quirinale, al quale ho avuto l’onore di partecipare, ha rappresentato un momento di altissimo valore istituzionale, confermando il ruolo cruciale del dialogo interreligioso come pilastro fondamentale per la coesione sociale e per la piena attuazione dei principi di libertà e pluralismo sanciti dalla nostra Costituzione.
In particolare, il Presidente Mattarella ha sottolineato come, attraverso il sistema delle Intese, la Repubblica abbia«assunto il valore delle fedi religiose dei suoi cittadini come contributo alla questione nazionale e alle finalità di bene comune».
Le parole del Presidente della Repubblica riconoscono il contributo che le religioni possono offrire al servizio dell’intera collettività.
Questa visione trova una profonda sintonia con il pensiero del maestro Daisaku Ikeda, che ha sempre incoraggiato le comunità di fede a offrire il proprio contributo al bene comune.
Egli riteneva infatti che ogni religione, riscoprendo il proprio valore intrinseco e aprendosi al dialogo, possa contribuire a costruire un sodalizio di religioni per l’essere umano, capace di diventare la forza più grande per la pace nel mondo.
In particolare, in riferimento all’entrata in vigore dell’Intesa, in un messaggio rivolto ai fedeli della Soka Gakkai italiana affermò:
«La vostra missione e responsabilità sta divenendo sempre più grande riguardo alla realizzazione della pace e della prosperità della nazione in quanto organizzazione che agisce insieme allo Stato italiano».
È con questo spirito che, in questi dieci anni, abbiamo vissuto l’Intesa, considerandola come un impegno sempre più concreto nei confronti della società.
Abbiamo cercato di onorare questa responsabilità attraverso il nostro impegno quotidiano a favore della pace, dei diritti umani, della cultura, dell’educazione, dell’abolizione delle armi nucleari e della tutela dell’ambiente, collaborando con istituzioni, associazioni e numerose realtà della società civile.
Oggi, celebrare questo decennale significa guardare con gratitudine al cammino compiuto, ma soprattutto assumere con rinnovata consapevolezza la responsabilità del cammino che ci attende.
Come Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è nostra intenzione continuare a collaborare con le istituzioni, con le comunità religiose e con tutte le persone di buona volontà, affinché il dialogo sia sempre più una forza capace di generare fiducia, coesione e speranza, per il bene della società e delle generazioni che verranno.
Alla base di questo impegno vi è la convinzione che la trasformazione interiore di ogni singolo individuo sia la chiave per realizzare un’autentica felicità e contribuire alla costruzione di una società pacifica e armoniosa.
Come scrive Nichiren Daishonin, fondatore della nostra tradizione buddista:
«Se la mente degli esseri viventi è impura, anche la loro terra è impura, ma se la loro mente è pura, lo è anche la loro terra»
Questo insegnamento ci ricorda che la qualità della società dipende dalla qualità del cuore umano.
È con questa consapevolezza che oggi rinnoviamo il nostro impegno a contribuire alla costruzione di un futuro in cui nessuno sia discriminato per la propria fede o per la propria identità, in cui le differenze possano incontrarsi senza paura e ogni persona veda riconosciuta e rispettata la propria dignità.
Un futuro che desideriamo costruire insieme alle nuove generazioni, protagoniste del presente e del domani, affinché possano esprimere pienamente il proprio potenziale e contribuire al bene comune e alla pace.
Grazie ancora di cuore a tutte e a tutti voi!
