Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

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21 luglio 2026

Dieci anni dall'Intesa tra lo Stato italiano e la Soka Gakkai: l'intervento del sindaco di Roma Roberto Gualtieri

L'intervento del sindaco di Roma Roberto Gualtieri durante l'evento celebrativo del decimo anniversario dalla firma dell'Intesa fra lo Stato italiano e l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

immagine di copertina
Foto di Andrea Sabatello

Grazie e buon pomeriggio a tutti e tutte, autorità e rappresentanti politici istituzionali, rappresentanti delle diverse confessioni religiose oggi presenti, per me è davvero un grande piacere portare il saluto di Roma Capitale a questo convegno con cui si celebra il decimo anniversario della stipula dell’Intesa tra lo Stato italiano e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Una ricorrenza importante che segna una tappa significativa nel cammino del pluralismo religioso nel nostro paese. Ringrazio naturalmente il presidente Aprea e tutti i membri della Soka Gakkai, tutti coloro i quali dialogano e concorrono a questa significativa esperienza, non solo nell’ambito del Buddismo, ma proprio nella cultura del dialogo, del confronto e della sincera amicizia tra tutti gli uomini e tra tutte le religioni.
Voglio davvero esprimere sincero apprezzamento per il prezioso contributo che la Soka Gakkai offre da anni alla nostra città, non solo attraverso la diffusione dei valori del dialogo, della pace, ma anche con un impegno concreto a favore della comunità.

Le iniziative che avete promosso e sostenuto a Roma, che sono tante, raccontano un’idea di una cittadinanza che non resta astratta, ma prende forma nella cura delle persone, dei luoghi, delle relazioni, in un intreccio tra solidarietà, responsabilità e partecipazione. È grazie proprio a questo intreccio che una comunità diventa più forte e più capace di non lasciare indietro nessuno. E quando sono protagoniste queste idee di cittadinanza, di partecipazione, non solo le istituzioni, ma tanti corpi intermedi e le religioni assumono una funzione con un rapporto teso al dialogo positivo, all’ascolto reciproco. Questo arricchisce molto la trama della vita associata della nostra comunità. Da questo punto di vista, le iniziative che voi avete svolto sono tante: penso ai dieci anni del network “Refuge LGBTQ+”, il primo sistema italiano di accoglienza temporanea rivolto a persone LGBTQ+ vittime di violenza e discriminazione, che è stato celebrato proprio qui in Campidoglio un mese fa, oppure il corso di formazione interreligiosa e interculturale della Luiss, di cui siete tra i fondatori, con esperienze diverse, ma unite dalla stessa convinzione che l’incontro, la conoscenza reciproca, l’impegno concreto, sono semi preziosi per tutta la società. E in un tempo segnato da guerre, da profonde divisioni, il vostro richiamo alla dignità della persona, alla non violenza, alla costruzione della pace, assume un significato ancora più importante.

In questo percorso, il pensiero del vostro maestro Daisaku Ikeda rappresenta una fonte d’ispirazione non solo per i membri della Soka Gakkai, ma per tutti coloro che credono nel valore dell’umanesimo. Ikeda, come voi sapete bene, ci ha ricordato che il dialogo è il ponte che unisce i cuori e che ogni autentico cambiamento nella società nasce dalla trasformazione interiore delle persone. E questo è un messaggio di grande attualità, tanto più in questa fase complessa che il mondo sta attraversando, perché ci invita a non cedere all’indifferenza o alla contrapposizione, ma a costruire con pazienza e coraggio una cultura dell’incontro, e soprattutto fonda questo incontro non solo sulla rete degli interessi, ma su qualcosa di più profondo che va nel cuore dell’animo della persona e del sistema di relazioni che ciascuna persona - perché noi non siamo mai delle monadi – costruisce.

Questa impostazione voi, ma devo dire le religioni, aiutano a portarla, ed è un dono a tutta la società. Da questo punto di vista, a me fa piacere sottolineare il ruolo che la Soka Gakkai svolge nel promuovere il dialogo interreligioso e quanto in una città universale come Roma, dove convivono culture, tradizioni e fedi diverse, creare occasioni di conoscenza reciproca è molto importante perché significa rafforzare la convivenza civile, costruire una comunità più coesa.
Il dialogo tra le religioni non è soltanto un confronto tra diverse visioni spirituali, ma è anche uno strumento concreto per affermare i valori della pace, della solidarietà, del rispetto della dignità umana. Sono valori che Roma sente profondamente propri. Da sempre crocevia di popoli, culture, di fedi, la città porta con sé una vocazione naturale all’incontro e al dialogo.
Ed è bello che il fatto che sia ovviamente il centro mondiale della cristianità non riduce, ma aumenta, questa vocazione all’incontro e al dialogo. Questa è una responsabilità che nasce dalla nostra storia e che ancora oggi la chiama a far prevalere il dialogo sull’odio, la cooperazione sulla contrapposizione, la speranza sulla paura.

A nome di Roma Capitale desidero esprimervi la mia gratitudine per il lavoro che portate avanti ogni giorno nelle comunità. Il vostro impegno ci ricorda che ogni cambiamento autentico nasce dalle persone, la loro capacità di prendersi cura degli altri e di trasformare i valori in gesti concreti. Sono certo che questo incontro, animato anche da tante personalità, saprà offrire riflessioni preziose, rafforzare legami, aprire nuove prospettive, e che questo può concorrere a un impulso importante per continuare tutti insieme a costruire una società più giusta, più inclusiva e più pacifica.

Grazie davvero e buon lavoro!

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