La parola Daimoku è composta da due ideogrammi: dai che vuol dire "titolo" e moku che significa "occhio". In altri termini indica il titolo del Sutra del Loto.
Dai, però, ha anche un altro importante significato: estrarre il succo da qualcosa. Quindi Daimoku non è solo il titolo, ma in senso più ampio e profondo, è il succo, l'essenza del Buddismo. È il nome della legge dell'universo che esprime i princìpi e le funzioni mistiche della nostra vita, e questo ci appare più chiaro quando andiamo a vedere i diversi significati degli ideogrammi che lo compongono.
Nam (contrazione fonetica di namu) indica devozione, sincera dedizione; in pratica rappresenta l'azione e lo sforzo che noi offriamo, giorno dopo giorno, dedicandoci a sostenere il Buddismo. Myo e ho indicano la Legge mistica, mistica perché non comprensibile solo razionalmente. Questo non significa magico o esoterico, ma usando le parole del Gosho: «È semplicemente la misteriosa natura della nostra vita di momento in momento, che la mente non può comprendere e le parole non possono esprimere» (Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 4). Myo significa anche "morte", vale a dire il potere della vita nello stato latente, invisibile. Se myo indica il potere invisibile o latente, la morte, ho rappresenta invece l'aspetto chiaro e manifesto, quindi la vita. Perciò myoho ci fa vedere una realtà fondamentale: l'alternarsi della fase di latenza e della fase manifesta, insita in ogni fenomeno dell'universo, dal più maestoso al più piccolo.
Poi c'è renge, vale a dire, la "simultaneità di causa ed effetto". Noi siamo portati a credere che ogni cosa che pensiamo o facciamo, produrrà un effetto soltanto dopo un certo tempo, ma in realtà non è cosi; l'effetto è immediato, solo che, pur essendo già presente all'interno della nostra vita, al momento non appare e si manifesterà all'esterno solo quando ci saranno le condizioni adatte, ovvero una causa esterna.
Per chiudere c'è kyo, che sta per "trama di un tessuto", e ci ricorda che tutti i fenomeni dell'universo, compresa la nostra vita, sono legati gli uni agli altri, in una relazione di interdipendenza. Kyo vuol dire anche "suono", perciò la nostra voce è così importante per entrare in armonia con tutto ciò che ci circonda, grazie alla recitazione del Daimoku.
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15 aprile 2012
Daimoku: il suono dell'armonia
La recitazione del Daimoku dovrebbe essere «leggera, rigenerante e vibrante». Non ci sono regole sulla quantità di Daimoku da recitare, l'importante è farlo finché non proviamo un senso di piena soddisfazione. Mettersi di fronte al Gohonzon così come siamo, in modo autentico e sincero: questo ci permetterà di vedere chiaramente dentro noi stessi

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