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4 settembre 2026

Daimoku europeo - 6 settembre 2026

Domenica 6 settembre dalle 11 alle 12 recitiamo Daimoku insieme a tutti i compagni e le compagne di fede d'Europa in commemorazione di due date significative: l'8 e il 12 settembre

immagine di copertina

Grazie a tutti voi, compagni e compagne di fede d’Europa, che con sincerità dedicate questo tempo prezioso a recitare insieme per la pace.

Questo mese celebriamo due date significative: l’8 e il 12 settembre.
Il 12 settembre 1271 le autorità governative del Giappone, nel disperato tentativo di fermare Nichiren Daishonin nel diffondere i suoi insegnamenti incentrati sul risveglio del potenziale interiore di ognuno per la felicità individuale e per kosen-rufu, cercarono di compiere un atto illegale per giustiziarlo.
Sebbene non avesse commesso alcun reato, il Daishonin fu condotto sulla spiaggia di Tatsunokuchi ma, grazie alla sua totale dedizione ad adottare l’insegnamento corretto per la pace nel paese, fu in grado di richiamare e attivare le funzioni protettrici dell’universo sotto forma di una cometa che apparve nel momento cruciale, allarmando a tal punto i soldati addetti all’esecuzione da impedire loro di portare a termine il compito.
Nichiren Daishonin dimostrò così che nessun tipo di oppressione o forza negativa può fermare chi si basa sul grande voto di kosen-rufu. Con questa prova concreta, egli abbandonò la sua identità transitoria di comune persona mortale per rivelare inequivocabilmente la sua vera identità di Budda illuminato con la missione di guidare il genere umano alla felicità e alla pace.

Settecento anni dopo, questo spirito fu ereditato dal presidente fondatore della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi, e trasmesso pienamente a Josei Toda; entrambi furono imprigionati durante la Seconda guerra mondiale per i loro sforzi volti a proteggere gli insegnamenti del Daishonin. Dopo il suo rilascio dal carcere, Josei Toda ricostruì la rete solidale dedita al risveglio del potenziale interiore di ogni individuo, alla felicità e alla pace che costituisce la Soka Gakkai.
Pochi mesi prima della sua morte, durante un incontro dei giovani tenutosi l’8 settembre 1957, Toda pronunciò una dichiarazione per la pace sottolineando che non si sarebbe mai più dovuto permettere che la minaccia delle armi nucleari - come quelle che avevano colpito il Giappone - continuasse a gravare sull'umanità. Inoltre, egli affermò che questo richiedeva non solo l’abolizione degli armamenti nucleari, ma anche la trasformazione di quella forza vitale negativa che porta a giustificarne l’utilizzo.

Oggi, ancora una volta, il nostro mondo si trova in pericolo, minacciato da conflitti incentrati sul possesso di armi nucleari e sul loro “uso tattico”. È davvero un’epoca in cui, come afferma il Sutra della grande raccolta: «scoppieranno conflitti e dispute di una portata mai vista nel passato» (RSND, 1, 483). Nella sua lezione su La scelta del tempo, Sensei ci dà una chiave di lettura su come interpretare questo brano del sutra: «Feci notare che qualcuno avrebbe potuto interpretare quest’idea di una guerra senza precedenti, che avrebbe coinvolto il mondo intero, come un'allusione allo scoppio della terza guerra mondiale. Ma qualsiasi conflitto globale, nella nostra epoca nucleare, significherebbe quasi certamente la distruzione del genere umano. Alla luce di questo scenario dobbiamo perciò assicurarci che una terza guerra mondiale non accada mai. Perciò [...] sottolineai l’importanza di continuare ad avanzare coraggiosamente sul sentiero di kosen-rufu per creare un mondo in cui prevalga la pace. Oggi i miei sentimenti sono gli stessi e si sono semmai rafforzati. Dobbiamo assolutamente realizzare la pace» (BS, 143).

Oggi, il nostro mondo è intrappolato in un’escalation di conflitti e guerre. Non solo, ci troviamo nuovamente di fronte alla perdita di vite preziose a causa di devastanti disastri climatici.
Pertanto, in questo nostro appuntamento di settembre, recitiamo insieme con un profondo senso di urgenza, consapevoli che ora è il momento di risvegliare sempre più bodhisattva che, insieme a noi, realizzino la visione del nostro maestro di trasformare il destino dell'umanità e costruire un mondo in cui il rispetto per la dignità della vita porti all’alba di un'era di pace e felicità.

Suzanne Pritchard
Co-presidente della SGI Europa

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