Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

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31 luglio 2026

"A occhi aperti. Disegnare il contemporaneo" - Otto per Mille Storie. Hamelin APS

Pubblichiamo la trascrizione della video intervista del progetto "A occhi aperti. Disegnare il contemporaneo" di Hamelin APS, un progetto sostenuto con i fondi 8x1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

“A Occhi Aperti” nasce con l'idea di considerare il fumetto in modo sempre più contaminato. Il focus di partenza è ragionare su tematiche che noi sentiamo sensibili nel contemporaneo che viviamo. A partire da questo obiettivo generale poi il festival deve esistere e quindi si deve concretizzare in qualcosa e diciamo che gli ingredienti sono tre o quattro. Abbiamo delle mostre che sono sparse nel tessuto cittadino. Poi abbiamo un punto centrale del festival che negli ultimi anni è il DAS, che è un posto che si occupa di forme di arte contemporanea che raccoglie la programmazione degli incontri e poi abbiamo tutta una dimensione legata ai giovani artisti.

Durante il festival abbiamo portato le attività legate al fumetto in tantissimi luoghi della città. Sono stati tanti posti e soprattutto c'è stato un grande interesse nel coinvolgere persone giovani. Uno degli interessi di quest'anno in particolare è stato il fatto che abbiamo coinvolto diverse accademie del territorio italiano di fumetto e non solo, accademie che hanno portato le loro classi attivamente al festival. È stato un bel momento perché, appunto, in Italia l'autoproduzione è veramente un territorio molto fertile e riuscire in un festival a coinvolgere persone giovani che studiano ma che già attuano delle pratiche di creazione, produzione di fumetto in modo indipendente diventa anche uno spazio di creazione di tendenze ma anche di interessi delle persone e di sguardi sul fumetto contemporaneo.

Il titolo del festival di quest'anno era “Mondi Accanto” e si riferiva alla mostra monografica di Nicole Claveloux che abbiamo ospitato nell'ex chiesa di San Mattia, perché Nicole Claveloux è stata negli anni, nei decenni, una figura fondamentale del fumetto europeo che ha portato a tutta una serie di rivoluzioni sia in campo stilistico e di forma del fumetto, sia nella figura dell'autrice donna che appunto fino a qualche decennio fa era una figura molto rara nel panorama del fumetto che era tendenzialmente un panorama molto maschile, e questo per noi è stato molto arricchente perché ha confermato una scelta che abbiamo pensato appositamente per gli studenti e studentesse, ma come quasi un azzardo, e invece si è rivelata assolutamente forte, convincente.

Sempre più dobbiamo abituarci un a un'arte combinatoria nel vivere ed essendo il fumetto un'arte combinatoria ha una funzione indirettamente pedagogica.

Per noi di Hamelin era molto importante rendere accessibile il festival "A occhi aperti" per varie motivazioni. Innanzitutto perché, essendo un festival tematico e trattando di temi del contemporaneo, è importante che questi arrivino e siano in dialogo con un pubblico di varie generazioni, varie fasce d'età e varie provenienze in modo semplice e diretto. E per fare questa cosa abbiamo adottato varie strategie. Innanzitutto, abbiamo fatto un lavoro molto grosso con le scuole e con le altre accademie, quindi la grafica del festival, i testi che noi abbiamo inserito nelle mostre, nella comunicazione e nei panel durante gli incontri erano pensati appositamente con un team di esperti per far sì che fossero accessibili a tutti, a tutte.

Una delle cose che più mi ha colpito e che mi ricordo è stato il dialogo con una studentessa.
È stato bello discutere con lei perché da parte sua non c'era timore, ma una genuina curiosità di chiacchierare con noi ed è stato bello prendere questa curiosità e discuterne con lei, sviscerare la cosa. La mia impressione è stata che alla fine anche lei sia rimasta affascinata.

Sinceramente non farei un festival se non ci fossero dei giovani nel gruppo di lavoro, questo è fondamentale. Misurare l'attrito in senso positivo delle visioni generazionali è per noi assolutamente necessario, mi viene da dire che è un'azione pedagogica avere dei giovani nel gruppo di lavoro, ma è una pedagogia non verticale, è vicendevole perché veramente si impara gli uni dagli altri.

I fondi dell'8x1000 dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai per noi sono stati preziosissimi, ma per più motivi. E in primis quello più naturale, se vogliamo, è che chiaramente avere questo tipo di sostegno dà un senso di tranquillità e di solidità nella costruzione del festival. Il secondo livello invece più specifico è legato al fatto di rivolgere ancora più attenzione nei confronti dei giovani, anche nella possibilità di dare dei compensi adeguati. Ultimo discorso è il fatto che il festival nella nostra ottica durava quattro giorni, più le mostre e le attività, mentre invece questi fondi ci hanno permesso di pensare a dei prolungamenti e delle attività ulteriori che vanno avanti per più mesi.

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