Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Buddismo per la pace, la cultura e l’educazione

2 febbraio 2023 Ore 09:11
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Obiettivi:
Creare una rete di unità indissolubile di donne e giovani donne, senza lasciarne indietro nessuna!

Realizziamo ondate di gioia e di speranza in grado di avvolgere l’intero pianeta, condividendo con ogni persona la gioia di praticare il Buddismo, per creare la pace a partire dal luogo in cui viviamo.

Per realizzare questi obiettivi sfidiamoci noi per prime su questi punti:

  • Aumentiamo il Daimoku quotidiano recitando con impegno e assiduità;
  • Facciamo shakubuku almeno a una persona, ispirandola a partecipare alle nostre riunioni;
  • Sperimentiamo i benefici che derivano dall’offerta per kosen-rufu e incoraggiamo gli altri a fare lo stesso;
  • Facciamo buon uso delle nostre riviste e trasmettiamo anche agli altri l’importanza di utilizzarle e di sostenerle tramite l’abbonamento.

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Cristina Canestrelli e Ilaria Belbusti condividono il loro impegno nel recitare Daimoku e nel trasmettere il Buddismo agli altri

Verso le riunioni donne e giovani donne di giugno

Ilaria Belbusti, vice responsabile nazionale giovani donne
In previsione dell’attività donne e giovani donne di giugno, ho deciso di fare degli sforzi in più nella mia pratica giornaliera.
Recentemente, studiando un passo del Gosho La scelta del tempo, ho potuto approfondire ancora di più che lo shakubuku è uno dei pilastri della pratica corretta.
Nel Gosho si legge: «Quando all’inizio io, Nichiren, presi fede nel Sutra del Loto, ero come un’unica goccia d’acqua o un singolo granello di polvere in tutto il Giappone. Ma poi, quando due, tre, dieci, cento, mille, diecimila, un milione di persone reciteranno il Sutra del Loto e lo insegneranno ad altri, formeranno un monte Sumeru di perfetta illuminazione, un grande mare di grande nirvana! Non cercare nessun’altra via per conseguire la Buddità!» (RSND, 1, 520).
È così che ho provato a mettere in pratica questo spirito: se questo è l’unico modo per conseguire l’Illuminazione, allora è a questo che dovrei rivolgere le mie preghiere.
È incredibile sperimentare che, ogni giorno in cui decido di rafforzare il mio personale desiderio per la propagazione pregando davanti al Gohonzon, l’occasione di parlare del Buddismo con qualcuno si presenta puntualmente.
E proprio allora nasce in me una speranza imperturbabile e inequivocabile, che mi permette di rimanere sulla strada verso la costruzione della vita che desidero.

Cristina Canestrelli, vice segretaria nazionale donne
Qual è la mia nuova determinazione per un nuovo progresso dinamico? È la domanda che mi accompagna dall’inizio dell’anno. Non è semplice, il “demone” della distrazione mi tenta di continuo, ma recito Daimoku e cerco con costanza il dialogo interiore con Sensei.
Mi sforzo di non badare a successo o sconfitta, e di avanzare ogni giorno. La parte più difficile è riuscire davvero a dialogare.
Qualche giorno fa ho invitato un’amica allo zadankai che mi ha risposto con un bel “nì”.
Ho un po’ traballato, poi ho deciso di non curarmi delle circostanze. Sono tornata a casa con i bambini, abbiamo studiato, cucinato, e mentre ripetevo la lezione con mio figlio, mi ha chiamata una cara amica.
Lo scorso anno l’avevo incoraggiata ad affrontare un tema importante e le avevo riparlato del Buddismo. Da allora pratica con costanza, ma è timida e un po’ timorosa. Al telefono ho sentito una persona diversa, mi ha detto che non si nasconde più quando recita Daimoku, che ha parlato del Buddismo a suo marito (un ufficiale dislocato in Polonia al confine con l’Ucraina) e che da qualche giorno sta recitando Daimoku anche lui. Mentre parlava sentivo gioia e gratitudine per lei e suo marito, che recita Daimoku al confine tra la pace e la guerra.
Allora ho osato, le ho detto: «Decidiamo che riceverai il Gohonzon a giugno?», «Sì – mi ha risposto – non voglio nascondermi più, voglio che lo vedano tutti».