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20 settembre 2022

Save the children Italia “DOTi: diritti e opportunità per tutte e tutti”

Grazie ai fondi dell’8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Save the Children Italia sta portando avanti il progetto “DOTi: Diritti e opportunità per tutte e tutti“. In queste pagine un aggiornamento sull’andamento del progetto e alcuni racconti di bambini/e e ragazzi/e beneficiari

Leggi le pagine sul progetto di Save The Children finanziato con i fondi 8x1000 Soka Gakkai Italia

 

Grazie ai fondi dell’8x1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Save the Children Italia sta portando avanti il progetto “DOTi: Diritti e opportunità per tutte e tutti“. In queste pagine un aggiornamento sull’andamento del progetto e alcuni racconti di bambini/e e ragazzi/e beneficiari

Il progetto di Save the Children Italia sostenuto grazie ai fondi dell’8x1000 concretizza uno degli scopi che la Soka Gakkai italiana si è da sempre prefissa nell’utilizzo dei fondi: promuovere un’educazione integrata, che vada al di là del compito basilare di insegnare a leggere e a scrivere, includendo ogni azione possibile per far emergere il potenziale positivo insito in ogni persona.
Sostenere le bambine, i bambini e i giovani in condizioni di vulnerabilità e a rischio di esclusione sociale: questo è lo scopo di “DOTi: Diritti e Opportunità per Tutte e Tutti”.

Il progetto ha già raggiunto oltre 600 giovani — dislocati in 11 territori di 10 regioni italiane — che sono beneficiari di “doti educative”, interventi personalizzati di sostegno che consistono nella fornitura di beni e/o servizi (kit scolastici, sport, corsi di musica o di teatro, disegno, computer, etc). Le doti diventano uno strumento cruciale per il contrasto alla povertà educativa minorile, grazie alla loro capacità di rispondere al bisogno o al desiderio specifico dei singoli giovani coinvolti. Questa azione genera un meccanismo virtuoso capace di rafforzare la loro stessa resilienza.
Nel prima metà di settembre, alcune rappresentanti dell’Istituto Buddista Soka Gakkai hanno visitato i due Punti Luce di Palermo Zen 2 e Palermo Zisa, entrambi parte del programma DOTi.

Il Punto Luce di Palermo Zen 2 è attivo nel quartiere Zen di Palermo, in collaborazione con l’Associazione Laboratorio Zen Insieme, che da quasi trent’anni — grazie all’impegno di un gruppo di giovani educatori ed educatrici — si impegna per il riscatto e la dignità di una delle zone più difficili di Palermo. L’associazione ospita varie attività, tra cui il progetto Spazio Mamme e la prima biblioteca per bambini e adolescenti del quartiere.

Il Punto Luce di Palermo Zisa è attivo all’interno dei locali del Centro TAU, una struttura di circa 450 mq nel cuore del quartiere Zisa. Ospita tante attività gratuite per i giovani ed è dotato di una serie di spazi attrezzati per i diversi laboratori: pittura, musica, sport, educazione all’uso responsabile dei nuovi media, biblioteca per ragazzi e sostegno scolastico. Il centro è gestito in collaborazione con Inventare Insieme Onlus, che dal 1990 gestisce il centro TAU e porta avanti attività sociali innovative.

In entrambe le visite è stato possibile osservare come la possibilità di sperimentare e seguire le proprie passioni e i propri talenti rappresenti un insuperabile veicolo per interrompere il ciclo di trasmissione della povertà nelle periferie urbane, diventando così uno strumento di empowerment e miglioramento della vita dei giovani beneficiari e di conseguenza un miglioramento della comunità.

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Testimonianze

La storia di Marika

Con il contributo economico messo a disposizione da Save the Children nell’ambito di “DOTi: Diritti e Opportunità per Tutte e Tutti”, progetto sostenuto dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai grazie ai fondi dell’8x1000, Marika ha trovato nella musica un nuovo canale comunicativo che le sta permettendo di coltivare la sua passione con impegno e dedizione

La passione per il violino è stata la chiave di accesso al mondo di Marika e alle sue paure.
Marika ha sette anni quando accede per la prima volta al centro estivo organizzato dal Punto Luce, nell’estate del 2021. Il suo inserimento non è semplice: la bambina manifesta da subito difficoltà nel socializzare e affrontare relazioni con il gruppo di pari. Non è abituata a giocare con i suoi coetanei, preferisce stare da sola e nel confronto con gli altri bambini reagisce spesso con crisi di pianto. Con il passare dei giorni e con un lavoro di ascolto e osservazione, gli educatori e le educatrici che curano le attività del Punto Luce mettono a fuoco le difficoltà della bambina e cercano di individuare il percorso educativo per sostenerla al meglio.
Infatti Marika ha un passato difficile: sua madre ha subito violenza fisica e psicologica dal padre, violenza che pesa, inevitabilmente, sulla crescita di Marika e della sorella maggiore. Poi il papà si trasferisce all’estero e la mamma e le figlie dai nonni. Vive in un quartiere povero e degradato, non ha la possibilità di frequentare nessuna attività educativa extracurriculare né di coltivare le sue passioni.
È una bambina molto curiosa, le piace leggere e raccontare storie. Arrivata al Punto Luce accoglie subito con entusiasmo tutte le proposte relative ad attività manuali e creative, come la pittura, e manifesta una particolare propensione per le attività musicali, in particolare per il violino. E proprio le lezioni di violino sono la chiave di volta per Marika.
Dopo pochi mesi dall’inizio di questa attività, la bambina è molto sicura delle sue capacità e attitudini, con un miglior rendimento scolastico e una migliore relazione con i pari.
è più collaborativa e più propensa a partecipare ad attività con altri bambini che frequentano il Punto Luce, mostrando più attenzione per se stessa e per gli altri, sia mentre gioca sia durante i laboratori.
Con un costante dialogo, gli educatori e le educatrici la sostengono in un percorso educativo che le permetta di mitigare le reazioni e migliorare l’approccio al gruppo di pari.
Grazie all’ottima relazione con l’insegnante di violino, sta maturando una vera e propria passione per lo strumento. Così, cavalcando questa sua attitudine e sempre nell’ottica di favorire e stimolare una maggiore interazione con i coetanei, gli educatori e i docenti della scuola di musica hanno pensato di inserirla in laboratori di musica d’insieme.

La storia di Gianni

Per far fronte alle difficoltà relazionali e fisiche di Gianni, gli educatori e le educatrici del Punto Luce di Save The Children hanno ritenuto utile attivare, grazie al contributo di una dote, un corso di nuoto che frequenta ormai da qualche mese e ha già fatto registrare dei miglioramenti

Nuotare per sentirsi libero, acquisire sicurezza in acqua e nelle relazioni e migliorare il proprio benessere fisico. È quanto è accaduto a Gianni, beneficiario di una dote erogata dal Punto Luce di Save the Children, nell’ambito del progetto “DOTi: Diritti e Opportunità per Tutte e Tutti”.
Gianni è un ragazzo di dodici anni che vive con la sua famiglia.
La sua vita, per quanto sia molto giovane, è già segnata da episodi emotivamente molto forti. La mamma, un’insegnante precaria, ha dovuto curare un brutto tumore e successivamente, a causa della pandemia, la condizione economica della famiglia, già instabile, è peggiorata. La mamma di Gianni – per sostenere economicamente l’intero nucleo familiare – è stata costretta ad accettare un incarico annuale molto distante da casa e a dover lasciare i suoi figli per cinque giorni a settimana alle sole cure del padre.
La sua lontananza ha forti ripercussioni sulla stabilità emotiva dei figli che hanno un rapporto abbastanza conflittuale con il padre.
Gianni, in particolar modo, è arrivato a vergognarsi del padre per il suo modo di relazionarsi agli altri, per la sua difficoltà a interloquire serenamente anche con gli educatori e le educatrici del Punto Luce, spazio che il ragazzo frequenta già da qualche anno.
Nonostante le difficoltà relazionali con la famiglia, ha un forte senso del dovere e una buona gestione dello studio. Tuttavia, spesso manifesta una quasi totale chiusura verso l’esterno e nella relazione con i suoi pari, difficoltà che si ripercuote anche a scuola nell’esposizione orale. Il suo essere introverso è evidente anche dalla postura che assume, leggermente curvo su se stesso, a mo’ di chiusura anche con il corpo.
Proprio per far fronte a queste sue difficoltà relazionali e fisiche, gli educatori e le educatrici del Punto Luce hanno ritenuto utile attivare, grazie al contributo di una dote, un corso di nuoto che frequenta ormai da qualche mese e ha già fatto registrare dei miglioramenti.
Il ragazzo, raccontano gli istruttori di nuoto, sta sperimentando attraverso lo sport come con costanza e impegno sia possibile raggiungere obiettivi molto soddisfacenti.
Il nuoto diventa così il punto di partenza per essere più coinvolto nel contesto e nelle attività del Punto Luce, con benefici non solo per le capacità orali ed espressive, ma anche per il rapporto con gli adulti di riferimento, con cui risulta più aperto, anche nel confidare le proprie difficoltà. Un’apertura che è stata facilitata anche dalla frequentazione di alcuni laboratori, come quello teatrale e quello di break dance. In questo modo, il Punto Luce è diventato per lui un punto di riferimento nel quale sentirsi a proprio agio pur in alcuni momenti di timidezza. Un luogo altro rispetto alla famiglia, dove sentirsi a casa e poter essere apprezzato in quanto se stesso, senza il timore di mostrare le proprie fragilità.

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DOTi: diritti e opportunità per tutte e tutti

Data di avvio: 1 febbraio 2022
Durata: 12 mesi
Realizzato da: Save The Children

In corso - Diritti umani Educazione

Con il progetto si intende dare continuità all’intervento dedicato alle doti educative, già sostenuto dall’IBISG con i fondi 8×1000 del 2020, andando a rafforzare la componente che riguarda le doti di comunità

Obiettivi
Garantire la presa in carico di 628 bambini, bambine e adolescenti in condizioni di vulnerabilità e a rischio di esclusione sociale, così da favorire lo sviluppo delle loro competenze e dei loro talenti, evitando che la crisi prodotta dalla prolungata chiusura delle scuole e dall’aumentare delle povertà possa colpire la loro possibilità di sperimentare e seguire le proprie passioni. Promuovere da parte degli enti pubblici coinvolti nel progetto l’adozione di un modello di presa in carico integrata volta all’erogazione di doti educative di comunità, ovvero la fornitura di beni e servizi educativi in contesti diversi da quelli dove sorgono i Punti Luce (spazi ad alta densità educativa).

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