Un aspetto cruciale del Buddismo del Daishonin è coltivare lo spirito di non arrendersi alle difficoltà, uno spirito invincibile. Nella vita, come in una lunga corsa, si possono incontrare battute di arresto e venti contrari che ci spingono a desistere dall’andare avanti. Daisaku Ikeda spiega che grazie alla Legge mistica possiamo realizzare pienamente la nostra vita.

Nichiren Daishonin promette che, indipendentemente dalle nostre circostanze, recitando Nam-myoho-renge-kyo possiamo indirizzarci verso una felicità che durerà per l’eternità.
La fede nel Buddismo del Daishonin inizia risvegliandosi alla realtà che il grande stato vitale del Budda esiste dentro ognuno e ognuna di noi.
In questo senso il Buddismo del Daishonin non è una “fede dipendente” nella quale le nostre preghiere sono una richiesta di aiuto rivolta a qualche potere esterno. È una lotta per credere nel nostro potenziale e manifestare la nostra Buddità intrinseca. Perciò il Daishonin afferma: «Rafforzate la vostra fede giorno dopo giorno e mese dopo mese» (Le persecuzioni che colpisco- no il santo, RSND, 1, 885). E giunge a dire che, se ricerchiamo la Legge fuori di noi, per quanto possiamo recitare Daimoku non conseguiremo la Buddità e la nostra pratica sarà «un’infinita e dolorosa austerità» (Il conseguimento della Buddità in questa esistenza, RSND, 1, 4). Ricercare la Legge fuori di noi significa cer- care le cause e gli effetti della felicità o della sfortuna al di fuori della nostra vita.
E si traduce nell’addossare agli altri la responsabilità di ciò che ci accade, o lamentarci di persone o circostanze.
Il Buddismo del Daishonin ci permette di superare con fiducia i problemi della vita senza farci scoraggiare, compatirci o pensare: “Non so fare niente!” o “Non ce la posso fare!”.
Il potere della Legge mistica ci permette di sconfiggere nettamente la nostra oscurità fondamentale che cerca di svilire la suprema nobiltà della nostra vita.
In altre parole, recitare Nam-myoho-renge-kyo è una battaglia contro l’oscurità fondamentale che cela la verità secondo cui noi stessi siamo Budda. Perciò richiede una seria dedizione.
Recitando Daimoku possiamo vincere i nostri dubbi e rompere il guscio del nostro piccolo io. Nam-myoho-renge-kyo è il potere fondamentale che può trasformare anche il dolore in una fonte di creatività (cfr. BS, 193, 35).

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LA LEGGE MISTICA

Nichiren Daishonin stabilì una pratica semplice ma profonda per permettere a tutti di manifestare la natura illuminata della vita attraverso la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo.
Nam-myoho-renge-kyo è la Legge fondamentale dell’universo, o Legge mistica, e costituisce la causa che permette di conseguire la Buddità in questa esistenza.
L’insegnamento più importante del Buddismo, contenuto nel Sutra del Loto, è che la Buddità esiste eternamente in tutte le persone. In altre parole, conseguire la Buddità non significa diventare esseri straordinari ma sforzarsi di manifestare la natura di Budda nella propria vita. Questo è lo scopo del Buddismo.
Il Daishonin materializzò la verità fondamentale di Nam- myoho-renge-kyo nella forma del Gohonzon, l’oggetto di culto davanti al quale si recita la Legge mistica.
Il Gohonzon è la rappresentazione della condizione vitale del Budda, e ha la funzione di manifestare la stessa condizione vitale nella nostra vita, grazie a una preghiera forte e concentrata.
La pratica buddista consiste nel recitare Nam-myoho-ren-ge-kyo per far emergere la nostra natura di Budda e adoperarsi affinché quante più persone possibile possano fare altrettanto.

 

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