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Dal 30 dicembre 2020 è online il sito ottopermille.sokagakkai.it
In queste pagine presentiamo i progetti finora finanziati con i fondi dell’8×1000, che l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha ricevuto per la prima volta a giugno del 2020

Dopo aver ottenuto l’Intesa con lo Stato, nel 2016, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha deliberato di utilizzare i fondi dell’8X1000 a sostegno di attività sociali e umanitarie, abbracciando il valore dell’umanesimo buddista come principio ispiratore.
I primi fondi sono stati assegnati nel 2020, in piena pandemia, pertanto il Consiglio Nazionale ha deciso di destinare l’intera somma al fine di fronteggiare l’emergenza Coronavirus e le gravi conseguenze sociali ed economiche.
Nel sito ottopermille.sokagakkai.it, oltre alla presentazione di tutti i progetti, è possibile approfondire le varie tematiche e richiedere informazioni.
Le principali aree di intervento che interessano i progetti attualmente in corso sono i diritti umani, l’educazione e la ricerca.
Lo sviluppo e il finanziamento di progetti in queste aree — tra loro interconnesse — intendono perseguire il principio cardine del rispetto per la dignità della vita in ogni sua forma, traducendosi, di conseguenza, in una progettualità dal respiro globale ma fortemente radicata nelle comunità locali.

Per maggiori informazioni

Scopri di più sull’8×1000: come firmare, presentare nuovi progetti, quali sono quelli in corso. È anche possibile iscriversi alla Newsletter per rimanere sempre aggiornati

 

AREE DI INTERVENTO.

La creazione di valore Soka nella società

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai desidera creare il massimo valore con i fondi dell’8×1000, per promuovere su scala mondiale i valori della pace, della cultura e dell’educazione e rendere concreti i valori della Soka Gakkai nella società, affinché siano utili per tutte le persone. Su questa base, i progetti cui l’Istituto ha finora assegnato un contributo prevedono interventi a favore di:

  • bambini e ragazzi a rischio di esclusione scolastica, soprattutto all’interno di famiglie e di quartieri particolarmente in difficoltà sia sociale che economica;
  • donne vittime di violenza domestica e i loro bambini che, alla luce dell’aumento del 70% di abusi all’interno della famiglia nel periodo del lockdown, hanno urgente necessità di protezione e di strumenti per un percorso di autonomia;
  • anziani isolati e a rischio di contagio, con particolari bisogni di assistenza domiciliare e accompagnamento;
  • persone senza fissa dimora escluse dai circuiti di accoglienza, a causa del taglio dei posti nelle strutture cittadine;
  • personale medico e pazienti Covid-19 per una sperimentazione di protocolli di prevenzione;
  • personale infermieristico danneggiato dal Covid-19 in termini di condizioni di salute, costi per riabilitazione e quarantena, o addirittura sostegno alle famiglie in caso di loro decesso.

Di seguito la spiegazione delle aree di intervento interessate dai progetti in corso, così come illustrate nel sito ottopermille.sokagakkai.it

Diritti umani
Al cuore dei diritti umani sta la promessa di non permettere che qualcuno debba soffrire quanto si è sofferto. Con i giovani in prima linea, ci impegniamo ad espandere ulteriormente una solidarietà trasversale tra persone e organizzazioni unite dall’intento di realizzare un’autentica cultura dei diritti umani — che vada oltre una tolleranza passiva nella quale non si ha una reale comprensione delle difficoltà vissute dagli altri — lavorando insieme per la creazione di una società in cui nessuno sia lasciato indietro.

Educazione
La missione dell’educazione va al di là del compito basilare di insegnare a leggere e a scrivere, includendo ogni azione possibile per far emergere il potenziale positivo insito in ogni persona: l’autocontrollo, la compassione, la personalità unica di ognuno. Per realizzare ciò, l’educazione deve essere un incontro spirituale, uno scambio permanente tra esseri umani, tra insegnanti e studenti, che offra strumenti concreti alle persone per ricercare attivamente la felicità e un futuro migliore.

Ricerca
La ricerca ha lo scopo di contribuire al progresso della società e al miglioramento delle condizioni della vita in tutte le sue espressioni. La conoscenza ci aiuta a capire meglio il mondo in cui viviamo, ma non porta necessariamente a scegliere il miglior modo di agire. In questo senso, può essere utilizzata sia per creare felicità che per scopi distruttivi. Quando è temprata dall’esperienza e radicata nei princìpi etici, essa si trasforma in «saggezza» e diventa un mezzo per cogliere l’essenza della realtà e creare valore.

 

I PROGETTI.

Azione di contrasto al COVID-19

Data di avvio 14 Agosto 2020

Fino al 31.12.2020

Realizzato da Medici Senza Frontiere

Concluso – “Ricerca”

Formazione del personale medico-sanitario e interventi di telemedicina. Un progetto sperimentale di Medici Senza Frontiere per la prevenzione.

Obiettivi
Promuovere attività di formazione a favore del personale medico-sanitario per effettuare lo screening socio-sanitario e per la preparazione alle procedure di tutela e gestione. Effettuare interventi di telemedicina per attività di prevenzione e controllo delle persone contagiate, seguite a distanza attraverso braccialetti per il monitoraggio dei parametri vitali, senza che il medico di base rischi il contagio e senza dover necessariamente provvedere al ricovero. Un particolare sostegno è rivolto a soggetti vulnerabili tra cui anziani, migranti e altri gruppi fragili.

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#NOICONGLIINFERMIERI

Data di avvio 25 settembre 2020

Durata 12 mesi

Realizzato da FNOPI

In corso – “Diritti umani”

Raccolta fondi a supporto degli infermieri colpiti dall’emergenza Coronavirus, e delle loro famiglie. Un gesto di gratitudine, un’azione concreta.

Obiettivi
Garantire il necessario supporto alle famiglie degli infermieri deceduti che, oltre a dover soffrire la drammatica perdita di un proprio caro, si trovano ad affrontare problemi di natura economica e sociale.
Aiutare gli infermieri che si sono ammalati e che possono avere bisogno di cure mediche, riabilitative e psicologiche a pagamento non risarcite dal sistema pubblico.
Sostenere gli infermieri che, per prevenire la diffusione del Covid-19, si trovano a dover vivere lunghi periodi lontani da casa e dalla famiglia, affrontando numerose spese.

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REAMA

Data di avvio 1 ottobre 2020

Durata 12 mesi

Realizzato da Fondazione Pangea

In corso – “Diritti umani” – “Educazione”

Progetto rivolto a donne vittime di violenza e ai loro bambini. Viene attuato su tutto il territorio nazionale attraverso sportelli gratuiti online.

Obiettivi
Aumentare la capacità di risposta degli sportelli online per favorire la tutela dei diritti umani. Creare consapevolezza nell’opinione pubblica al fine di modificare l’aspetto culturale che sottende e giustifica la violenza.Lavorare affinché leggi, politiche e protocolli operativi recepiscano gli standard delle convenzioni internazionali per la prevenzione e il contrasto alla violenza e per favorire pari opportunità tra uomini e donne.
Favorire la nascita di percorsi per avvocati specializzati sulla violenza, e lo scambio su leggi, processi e modalità che non sia ostacolato da stereotipi, stigma e inerzia

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Salviamo i nostri anziani

Data di avvio 1 ottobre 2020

Durata 12 mesi

Realizzato da Comunità di Sant’Egidio

In corso – “Diritti umani”

Progetto rivolto ad anziani a rischio contagio, attivo in 11 regioni italiane. Con la Comunità di Sant’Egidio per spezzare la catena di fragilità e isolamento degli anziani.

Obiettivi
Potenziare gli strumenti di prevenzione e contrasto alle forme di isolamento e fragilità degli anziani, attraverso il rafforzamento delle centrali operative del programma “Viva gli Anziani!” nelle città coinvolte.
Il progetto prevede l’aumento della qualità e quantità degli interventi realizzati per gli anziani, rispondendo alle conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso. Sono previsti anche interventi personalizzati quali spesa a domicilio, interventi specifici, come svolgere pratiche amministrative, ecc… interventi di soccorso, servizi di trasporto e accompagnamento per visite urgenti.

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Riscriviamo il futuro

Data di avvio 31 agosto 2020

Durata 12 mesi

Realizzato da Save The Children Italia

In corso – “Diritti umani” – “Educazione”

Nell’ambito del programma “Riscriviamo il futuro”, il progetto sostiene le doti educative, ossia percorsi individuali a favore di bambini, bambine, ragazzi e ragazze a rischio di esclusione sociale. Sono coinvolti 13 Punti Luce, spazi ad alta densità educativa, di 12 città che coprono 11 regioni italiane.

Obiettivi
Garantire il sostegno a 720 bambini e ragazzi in condizioni di vulnerabilità e a rischio di esclusione sociale che saranno beneficiari di doti educative, intercettando il bisogno specifico di bambini e ragazzi e rispondendo a ciascuno in maniera puntuale.
Accompagnare i bambini, le bambine e gli adolescenti nell’acquisizione di fiducia nelle proprie capacità, indispensabile per poter immaginare e costruire liberamente il proprio futuro, oltre la trappola intergenerazionale della povertà.

Testimonianza – La storia di Giulia

Grazie all’inserimento nel Punto Luce, Giulia può dedicarsi alla sua passione e ricominciare a suonare il pianoforte, superando così le difficoltà relazionali che la fanno soffrire

Giulia ha 12 anni e purtroppo vive in una condizione economica precaria, inoltre fa molta fatica a relazionarsi con gli altri e questo la porta a isolarsi e autosvalutarsi. Ha una passione che le permette di superare quelle difficoltà relazionali che tanto la fanno soffrire: suonare il pianoforte. Ci si impegna anima e corpo fin da quando era piccola.
La famiglia, nonostante la scarsa disponibilità economica, ha fatto grandi sacrifici per sostenerla sia nel percorso scolastico che nel suo talento per la musica.
Un giorno però i soldi non bastavano più, e Giulia ha dovuto interrompere i corsi.
In questa situazione ha iniziato a frequentare il Punto Luce nella sua città.
Qui viene seguita giorno per giorno nello studio e nella sua crescita: frequenta un laboratorio di teatro e altre attività di gruppo che le hanno consentito di migliorare la sua capacità di relazionarsi con gli altri e di esprimere liberamente le sue emozioni.
Grazie al Punto Luce, Giulia ha superato quel blocco relazionale che le ha sempre impedito di creare legami affettivi stabili.
Inoltre, gli operatori del Punto Luce, avendo capito le sue difficoltà ma anche le sue potenzialità, le hanno dato l’opportunità di iniziare un corso di pianoforte. Il percorso attivato per lei, ha permesso a Giulia di continuare a coltivare il suo amore per lo strumento apprendendo nuove tecniche e imparando a perfezionare sempre di più le sue abilità.
«I pomeriggi al centro sono l’unico momento, oltre a quelli in cui suono il pianoforte, in cui riesco a essere me stessa» ha commentato Giulia.

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Nessuno in strada – Circoli rifugio

Data di avvio 1 Settembre 2020

Durata 12 mesi

Realizzato da Arci Nazionale

In corso – “Diritti umani” – “Educazione”

Creare nuove opportunità per le persone senza fissa dimora. Costruire luoghi fisici di accoglienza. Una mano tesa, per una nuova cultura dell’inclusione.

Obiettivi
Costituire nei territori coinvolti almeno un circolo rifugio per l’accoglienza di 4-6 persone, per un totale di almeno 60 posti.
L’accoglienza potrà avvenire in due modalità: da parte di una famiglia socia del circolo o attraverso l’attivazione di appartamenti gestiti direttamente dal circolo.
Garantire l’empowerment e l’accompagnamento all’autonomia dei singoli beneficiari e delle famiglie coinvolte.
Potenziare il sistema di accoglienza per le persone senza fissa dimora promuovendo una cultura dell’accoglienza.

TestimonianzaLa storia di D.

Il Circolo rifugio Brancaleone ha aperto le sue porte a D., un ragazzo proveniente dal Mali e richiedente asilo, offrendogli assistenza e integrazione

Il 24 dicembre il Numero Verde è entrato in contatto con un ragazzo maliano, D., richiedente asilo in attesa di formalizzare la domanda.
Ci ha raccontato di avere un appuntamento a febbraio per la formalizzazione e che non aveva un posto dove stare. Ci chiamava dalla stazione Tiburtina di Roma, dove dormiva, e l’unica lingua che conosceva era il mandinga. Nonostante fosse il 24 dicembre, il Circolo ha aperto le sue porte e il nostro mediatore è stato incaricato di acquistare i beni di prima necessità e i dispositivi di sicurezza e accompagnare il ragazzo al Circolo. A causa delle festività siamo riusciti a prenotare un tampone solo per il 27 dicembre, e fino a quel giorno il ragazzo è rimasto in isolamento nella casa del Circolo. Tramite mediazione telefonica lo abbiamo accompagnato a fare il tampone, il cui esito è stato negativo. Nel frattempo dal Numero Verde partiva formale richiesta di accoglienza sia alla Prefettura di Roma che al Servizio Centrale.Mentre la prima sosteneva di non poter procedere all’inserimento prima della formalizzazione della richiesta di asilo, il Servizio Centrale disponeva l’inserimento nel SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione) di Velletri. Abbiamo preso contatto con il responsabile del progetto, scoprendo che la ASL aveva appena dichiarato l’isolamento della struttura a causa del Covid-19. Pertanto D. è rimasto presso il Circolo Rifugio Brancaleone.
All’inizio era molto difficile comunicare con lui, poi un giorno ha scoperto la falegnameria: è stata la svolta! Ha iniziato a usare propriamente gli strumenti e a lavorare il legno: abbiamo capito che D. è un falegname! Così, in questo periodo, tra i ragazzi del Circolo e D. è stato il legno a veicolare la comunicazione e la costruzione della relazione fra loro. Proprio in questi giorni, è stato dato il via libera al suo inserimento nel progetto SAI, dove potrà proseguire il suo percorso con ritrovata fiducia.

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